Le modifiche al Piano Comunale delle Coste di Ostuni, intervenute tra l’adozione del 2023 e la versione per l’approvazione, devono essere conseguenza delle osservazioni, ma l’individuazione di nuove aree che per legge sono inconcedibili non è certamente frutto delle osservazioni e neppure degli studi o approfondimenti idrogeomorfologici allegati alla relazione tecnica.
Si legge nella Relazione che, in conseguenza delle ritenuta necessità di approfondire il quadro idrogeomorfologico, siano stati elaborati studi che hanno mutato sostanzialmente il quadro conoscitivo.
La linea di costa è aumentata di 4.000 metri lineari, la linea di costa balneabile è aumentata di 800 metri, la linea di costa concedibile di 1.000 metri.
Nella Relazione si legge che il “Quadro generale della zonizzazione demaniale marittima” del PCC/2025 è stato sostanzialmente modificato rispetto a quanto definito nel piano adottato”. Infatti, vengono introdotte nuove aree da destinare a concessioni demaniali per Spiagge Libere con Servizi (SLS) e per Stabilimenti Balneari (SB) dove il PCC 2023 adottato ne aveva escluso ogni possibilità.
😠Sull’ubicazione di dette aree e sul variato uso del territorio che ne consegue non è stato possibile formulare alcuna osservazione pubblica, come previsto dalla legge. Nessuno ha potuto evidenziare le problematiche relative alla accessibilità o alla sicurezza di queste aree, ma l’Amministrazione intende confermarle e approvare d’imperio quello che, di fatto, è un nuovo PCC, in barba ai principi sulla partecipazione.
Non è una questione di poco conto perché l’Amministrazione fa la scelta discutibile di individuare aree concedibili in zone dove le norme regionali contenute nel Piano Regionale delle Coste (PRC) e la Cartografia ufficiale del Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) dell’Autorità di Bacino (ADB) sanciscono il divieto assoluto di rilasciare concessioni demaniali.
L’Amministrazione si sottrae alle osservazioni e al dibattito sostenendo che il rilascio delle concessioni nelle aree dove sarebbe vietato sarà subordinato al parere dell’ADB.
Quindi gli investitori dovrebbero partecipare ad un bando per una concessione in contrasto con le norme di legge e con le cartografie ufficiali di Enti sovraordinati.
Meglio sarebbe stato individuare alcune aree da concedere tra quelle dove non c’è il divieto assoluto, esattamente come prevedeva il PCC del 2023 redatto, peraltro, dallo stesso progettista.
L’impressione che si ricava è che, prima siano state individuate le aree per le nuove concessioni e poi, in relazione ad esse, si sia elaborato il nuovo PCC, da approvare in tutta fretta nell’imminenza di una importante scadenza elettorale.
Certamente le rilevanti novità introdotte richiedono una nuova adozione che non necessita di tempi molto lunghi e consentirebbe un’operazione di trasparenza altrimenti impossibile.
Guglielmo Cavallo – Obiettivo Comune








































