Una sola offerta è pervenuta al Comune di Ostuni per l’affidamento della refezione scolastica per i prossimi 25 anni. A partecipare alla gara è stato il gruppo Ladisa, lo stesso soggetto che aveva presentato la proposta di partenariato pubblico-privato in project financing, poi posta a base di bando dall’amministrazione comunale della Città Bianca.
Nelle scorse ore il Comune ha istituito la commissione di gara che dovrà ora valutare la proposta e verificare la sussistenza di tutte le condizioni previste per l’eventuale assegnazione dell’appalto. Un iter che si annuncia complesso e che non si concluderà in tempi brevi, anche in considerazione dell’assenza di confronto competitivo, essendo pervenuta una sola offerta entro i termini stabiliti.
L’appalto ha un valore complessivo di circa 22 milioni di euro nell’arco dei 25 anni e prevede l’“eco-riqualificazione dei refettori delle scuole del Comune di Ostuni e la contestuale gestione del servizio mensa, oltre alla creazione e gestione di un Supermercato Solidale e di una Mensa Sociale”. Tra gli interventi programmati figurano il rinnovo funzionale ed estetico dei refettori, la messa a norma e la razionalizzazione degli spazi cucina, l’aggiornamento delle attrezzature e il miglioramento complessivo del servizio di ristorazione scolastica. È inoltre previsto un nuovo centro di cottura, realizzato dal privato e destinato a essere ceduto al Comune al termine del periodo di concessione.
La vicenda continua a suscitare forti tensioni politiche. Già nella seduta di giunta del 4 luglio scorso, i tre assessori dell’area socialista – Giuseppe Tanzarella, Antonio Zurlo e Antonella Turco – decisero di non votare la delibera che approvava la fattibilità e il pubblico interesse della proposta presentata da Ladisa il 5 febbraio 2025, sancendo di fatto la rottura con il Pd. Nei successivi consigli comunali il dibattito si è concentrato soprattutto sulla durata dell’affidamento e sull’opportunità della scelta.
Pd e gruppi di maggioranza vicini al sindaco Angelo Pomes hanno difeso il progetto, ritenendolo strategico per la riqualificazione delle strutture scolastiche e per l’innalzamento della qualità del servizio. Socialisti e centrodestra, invece, hanno ribadito le proprie perplessità, contestando anche la localizzazione del centro di cottura individuato nella zona industriale.
Ora la parola passa alla commissione di gara, chiamata a valutare l’unica proposta pervenuta in un contesto che continua a dividere la politica e l’opinione pubblica cittadina.
Aurora Lezzi










































