“Narcolessia”

Visita inaspettata quanto interessante dal momento che l’argomento meritava un approfondimento ed una risposta risolutiva.

E’ il caso di un lavoratore, accompagnato dal figlio – capirò subito il perché -, il quale mi invitava, poiché sofferente da qualche tempo di narcolessia, a segnalare il caso al suo datore di lavoro.

E questa malattia – perché va purtroppo così definita – lo costringe persino ad evitare di guidare.

La persona affetta da narcolessia ha diritto al riconoscimento dell’invalidità civile, sempre ché tale stato di salute determini una riduzione della capacità lavorativa in misura superiore al 33%.

La Legge 118/1971 definisce mutilati ed invalidi civili i cittadini affetti da minorazioni congenite ed acquisite, anche a carattere progressivo, compresi gli irregolari psichici per oligofrenie di carattere organico, insufficienze mentali derivanti da difetti sensoriali e funzionali….

Ai soli fini dell’assistenza socio sanitaria e della concessione dell’indennità di accompagnamento, debbono considerarsi mutilati ed invalidi civili anche i cittadini che abbiano compiuto 65 anni e che a causa delle difficoltà persistenti siano impossibilitati a svolgere funzioni proprie della loro età.

Altre leggi provvedono a tutelare gli invalidi per causa di guerra, di lavoro, non vedenti ed audiolesi.

Benefici per gli invalidi civili?

Per gli aventi età compresa tra i 18 ed i 64 anni:

assegno di assistenza per invalidità dal 74 al 99 per cento – spetta solo ai non occupati – peraltro con reddito non superiore ai 4.409,00 euro circa (se non variato);

per invalidità del 100% l’assegno ammonta a circa 257,00 euro in presenza di un reddito non superiore ai 15.154 euro.

Al compimento del 65° anno di età la pensione di invalidità è tramutata in pensione sociale.

Tornando al caso: la possibile domanda di invalidità dovrà essere completata da una relazione rilasciata dal Centro Sonno di Bari (unico centro specializzato per tutto il Sud), dalla quale deve emergere, oltre alla storia clinica, le terapie adottate e la media quantificazione degli improvvisi sonnellini giornalieri.

Le Commissioni, per i casi di narcolessia,  hanno una certa difficoltà a determinare, anche in presenza di certificazioni e relazioni mediche, la percentuale di invalidità da riconoscere al cittadino e/o lavoratore poiché, la tabella indicativa“ delle minorazioni e malattie invalidanti” non comprende il fenomeno in questione.

Anche per questo motivo è facoltà della Commissione rinviare il giudizio al fine di verificarne un peggioramento od un miglioramento delle condizioni di vita dell’individuo.

Al lavoratore è stata assegnata mansione più consona alle sue attuali condizioni. Sono contento per lui. Una vera prova di civiltà da parte del suo datore di lavoro.

Rag. Giancarlo Salerno

Via Giovanni XXIII n. 13/B

Cell. 347/6848604

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