BRINDISI – Riceviamo e pubblichiamo integralmente un intervento di Fabio Leoci che racconta la ‘sua’ verità. Come sempre facciamo (con tutti), accogliamo anche il suo contributo, ma altrettanto correttamente siamo pronti a pubblicare una eventuale replica da parte delle persone oggetto dello stesso: 

 

Trascorse le elezioni amministrative, non sono più moralmente ed eticamente tenuto ad astenermi dall’esprimere giudizi o critiche, ed ancor meno dal narrare i fatti vissuti in questa esperienza politica, in quanto non più influente sul voto o sugli equilibri del Movimento che ho sempre sostenuto e che ancora sosterrò nella politica generale nazionale.
Il 24 aprile 2016, mi macchiai di un grave affronto, poiché esercitai il mio libero pensiero (oggi vietato giusta Statuto ex art.3 lett.d): scrissi su BrindisiReport un articolo su Bozzetti, criticando il suo personalissimo modo di operare come rappresentante del M5S, anche se, al contempo, lo invitavo ad esercitare il suo ruolo per unire i vari gruppi esistenti sul territorio. Il motivo per cui lo feci pubblicamente, al contrario di coloro che invece non lo contestano mai neanche in privato (guarda mai le opportunità che gliene possano derivare), stava nella circostanza di non sapere (come oggi) a chi rivolgersi in questi casi. E non intendo soltanto per i cittadini che ben avrebbero diritto di conoscere ciò che avviene all’interno del movimento, ma anche chiunque possa intervenire sull’unico soggetto che in tantissime occasioni, ha sempre ribadito di esser l’unico ed il solo a poter parlare per conto del Movimento. Insomma, o ci si rivolge a Lui oppure si opta per un religioso silenzio. Da qui, l’unica risorsa affinché la voce degli attivisti, quantomeno quella non conformata, possa essere ascoltata, e che consta in uno stimolo pubblico, nella speranza di ottenere risultati migliori rispetto alle sorde orecchie della gerarchia del M5S. Le amministrative del 2016, come noto, nonostante le condizioni socio-politiche fossero tutte a vantaggio del M5S (l’arresto del Sindaco), non convinsero però gli elettori, almeno in parte, perché il Consigliere Bozzetti divise gli attivisti assumendo in proprio e senza alcun contraddittorio, le decisioni sulla lista e sul candidato Sindaco. Ne nacque una feroce contestazione, che la stampa riportò pedissequamente. Gli attivisti però, molto più intelligentemente, alla luce di quell’insuccesso, si sono riuniti tutti al fine di ricercare una unità che, per quanto difficile, avrebbe dovuto verificare quanto meno una volontà maggioritaria, insomma la cosiddetta democrazia. Cosicché, già a partire dal Settembre 2017, si avviavano riunioni allargate dove financo alla prima adunanza, presenziava il Consigliere Bozzetti. Con l’ennesimo evento sconcertante della politica nostrana, ovvero la caduta della Sindaca ed il consequenziale commissariamento, ancora una volta la città si presentava feconda e pronta alla presa del M5S in quanto movimento fondante l’onestà, la chiarezza e la partecipazione. Le riunioni di tutti gli attivisti, ivi compreso quello che poi si scoprirà essere il candidato Sindaco di una lista parallela, procedevano, seppur nel legittimo contraddittorio democratico anche con toni accesi, con frequenza addirittura bisettimanale. Ma ahimè, giusto il mese prima della scadenza dell’invio della lista del candidato Sindaco e dei Consiglieri che per il M5S risultava al 30 gennaio 2018 (poi miracolosamente prorogato a marzo), qualcuno cominciò ad assentarsi dalle riunioni, e non essendo certo a scuola, non necessitava certamente di “giustifica”. Tra questi, il (candidato) Gianluca SERRA che dopo il 3 dicembre, disertò le dette riunioni. Sotto le festività natalizie, benché mancasse poco tempo alla formazione di una lista, poteva esser facile supporre una sorta di impegno diverso, lungi dal pensare che invece i poteri forti si erano da tempo mossi nella direzione dell’ennesimo spaccamento del Movimento in terra di Brindisi. L’Italia è un paese dove vige la “raccomandazione”, e Brindisi non è da meno per rispettare la tradizione popolare. Purtroppo, quello che sarà poi il candidato sindaco, ovvero l’Avv. Gianluca SERRA, ben conscio della amicizia con il Bozzetti, e note le caratteristiche di “disunione” di quest’ultimo sempre professate, non aveva cessato di venire alle riunioni per impegni familiari o festivi, bensì perché trovata altra via diretta allo scopo senza doversi sottoporre alla valutazione ed al confronto degli altri. Evidentemente, l’occasione di una lista “vicina” al Consigliere Regionale e che presentava una alta probabilità di certificazione rispetto ai normali attivisti, è stata una ghiotta occasione. Questi sono fatti avvenuti realmente, e non personali opinioni, tant’è che lo stesso candidato SERRA, nel rispondere alla scomoda domanda del perché avesse partecipato alle assemblee e poi si fosse eclissato senza dir nulla a nessuno, ha semplicemente detto intervistato sul tema << non parlavano di programmi e me ne sono andato, e per non perdere ciò che era stato fatto, abbiamo fatto una lista >>: ma come, non si è parlato di programmi in 4 mesi, e poi si è capaci di salvare qualcosa che dovrebbe esser stato fatto in meno di uno (la scadenza era il 30 gennaio)? E poi, perché non si è confrontato con gli stessi attivisti con cui stava condividendo il percorso? Il dubbio della presentazione di una lista diversa da quella posta al confronto degli attivisti, ovvero fatta da pochi e “prescelti”, è stato un atto antidemocratico, oscuro, ed eticamente scorretto, benché legittimo sotto il profilo formale: è vero che tutti gli attivisti hanno diritto di presentare una lista, ma altrettanto vero è che la lista è stata formata da un Consigliere Regionale il quale ultimo ci ha messo dentro financo quelle persone che cercavano di organizzare una unica lista (sulla paternità della lista in capo al Bozzetti, Vd. Studio 100 del 1° febbraio 2018). Da qui la interrogazione naturale a tal atteggiamento, ovvero il perché ancora una volta si è voluto dividere decisamente il Movimento. Vedere una fotografia del 8 luglio 2017 (pubblicata sui social) dove al ristorante La Nassa, Bozzetti e Serra si pregiano di essere “una squadra fortissimi” e dove vi sono commenti del tipo “Serra Sindaco” e poi assistere a manifestazioni pubbliche giornalistiche sulla stampa del Bozzetti a marzo di quest’anno dove dichiara “io stesso in prima persona ho cercato, come del resto avevo già fatto, di mettere insieme le varie anime che ci sono, i vari gruppi” ed ancora “la mia speranza è che si riesca in un modo o in un’altro a trovare un punto d’incontro” e comunque “ io ho partecipato ad un incontro” (Serra invece a molti altri nell’arco di 4 mesi circa ed ha pure detto che non si è parlato di niente), dissolve ogni dubbio rispetto al fatto che sia stato posto in essere un comportamento formale (pubblico) in netto contrasto con quello applicato e vero, laddove Serra ( Adulator propriis commodis tantum suadet) si è prestato addirittura alla partecipazione sfalsata con gli altri attivisti (ed amici) rispetto al reale intendimento dello stesso. Bene, la mia domanda sul perché sia sta certificata una lista di cui nessuno sapeva nulla e che non ha avuto un regolare contraddittorio, democratico e partecipato, rispetto ad una lista condivisa e democraticamente emersa dal confronto di TUTTI i gruppi ed attivisti del territorio brindisino, adesso mi è molto chiara. Peccato per Brindisi, che su 3 occasioni, ne ha perse ben 3, ma buon per Bozzetti che rimarrà l’unico rappresentante del M5S ancora per l’avvenire nonostante le due precedenti amministrative fallite, e nonostante le politiche che non hanno visto un solo brindisino eletto in Parlamento nonostante il 52% delle preferenze nella sola città di Brindisi. La mia città perde dunque il 30% dei consensi tra una elezione e l’altra, e se c’è qualcuno che festeggia o che assume affermare che sia stata una vittoria, sappiate che quello e proprio colui che vi tradirà, perché sta mentendo sapendo di farlo.

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