Un 54enne di Mesagne è stato arrestato con l’accusa di usura aggravata dal metodo mafioso al termine di un’indagine condotta dalla Polizia di Stato e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce. L’uomo è stato condotto nel carcere di Brindisi in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale leccese.
Le indagini, avviate nell’ottobre 2024, hanno ricostruito un presunto sistema usuraio attivo dal 2020 al giugno 2025. Secondo l’impostazione accusatoria, l’indagato – già condannato in passato per associazione mafiosa – avrebbe sfruttato la forza intimidatrice derivante dai suoi legami criminali per imporre il pagamento di interessi usurari a imprenditori in difficoltà.
In un caso, a fronte di un prestito di 2.500 euro, sarebbero stati richiesti oltre 20mila euro, con un tasso del 192 per cento e un Teg del 493 per cento; in un altro, per 3mila euro concessi, la somma restituita avrebbe raggiunto i 24mila euro. I pagamenti sarebbero avvenuti mensilmente in contanti, anche tramite consegna nella cassetta delle lettere dell’indagato, con cambiali firmate in bianco a garanzia del debito, poi sequestrate durante le perquisizioni.
Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità dell’indagato sarà accertata solo con sentenza definitiva, nel rispetto della presunzione di innocenza.












































