BRINDISI – “L’Amministrazione Carluccio ha smesso anche di navigare a vista ed è irrimediabilmente impantanata nella palude delle sue innate contraddizioni, figlie di una maggioranza nata per raccattare voti non certo per governare, priva di una visione e quindi incapace di imprimere qualsiasi tipo d’indirizzo organico alla propria azione di Governo, ridotta alla sistematica improvvisazione dalla totale assenza di programmazione che si traduce nella paralisi dell’Ente e le cui ripercussioni, in termini negativi, ricadono quotidianamente sulla vita dei brindisini”.




Lo affermano, in una nota, i due consiglieri del Movimento5 Stelle Stefano Alparone ed Elena Giglio.

“È da oltre tre mesi che la Sindaca ha arrogato a sé numerosissime deleghe palesando l’incapacità di mettere in piedi una Giunta che possa iniziare seriamente ad amministrare questa città, dopo che i primi cinque mesi del suo mandato, definiti di rodaggio dal Notaio Errico ex Garante alla legalità (?), avevano prodotto una Giunta “balneare” e successivi due rimpasti.

Dopo non essere riusciti ad approvare il bilancio di previsione nei termini previsti per legge (31 marzo) e con una programmazione triennale per le opere pubbliche avvolta ancora dal mistero, è notizia di oggi che l’ennesima crisi si abbatte sulla pseudo Giunta e sulla Sindaca con deleghe a profusione. Si profila dunque un nuovo – in realtà mai concluso – braccio di ferro tra le forze politiche di maggioranza che da mesi sgomitano per ‘rivendicare e riscuotere poltrone’ sulla base di presunti diritti acquisiti in virtù del proprio peso elettorale.

In barba ai proclami della Sindaca al confronto, assistiamo ad una azione politica (inconsistente) portata aventi nel totale “silenzio”, gestito assieme ai fedelissimi e, visto il perdurante mal di pancia di molti, senza la necessaria condivisione almeno con i Consiglieri della sua maggioranza.

Questo il livello del dibattito politico in cui la discussione sui problemi della città e le conseguenti proposte per risolverli è chiaramente non prioritaria e l’unica linea guida pare essere quella del “tirare a campare”. ‘È la politica, bellezza’”.




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