L’ultimo saluto a Pietro Zantonini, il vigilante morto a Cortina

Funerali Pietro Zantonini

Brindisi ha dato l’ultimo, commosso saluto a Pietro Zantonini, il vigilante di 55 anni morto nella notte tra il 7 e l’8 gennaio a Cortina d’Ampezzo, dove lavorava nel cantiere dello Stadio del Ghiaccio, futura sede delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. I funerali si sono svolti nella chiesa del Sacro Cuore dei Salesiani. In prima fila la moglie Maria, il figlio Marco, i fratelli, i nipoti e numerosi colleghi e amici, giunti anche da fuori città per stringersi attorno alla famiglia in un momento di profondo dolore. Una cerimonia intensa e molto partecipata. Sul feretro rose bianche e rosse. Durante l’omelia, don Giorgio Micaletto ha ricordato Pietro come un uomo profondamente legato ai valori del lavoro e della responsabilità. Era cresciuto proprio nell’oratorio di quella chiesa che lo ha accolto nell’ultimo viaggio: un percorso umano e spirituale che gli aveva trasmesso lo spirito salesiano, fatto di rispetto, servizio, attenzione agli altri e senso del dovere, valori che lo hanno accompagnato per tutta la vita. Al termine della celebrazione, dall’altare, una delle nipoti ha letto una lettera intensa e toccante, che ha commosso l’intera assemblea, raccolta in un lungo e silenzioso applauso. Come noto, sulla morte di Pietro Zantonini è stata aperta un’inchiesta dalla Procura di Belluno, che ha iscritto nel registro degli indagati per omicidio colposo il titolare della società per la quale l’uomo prestava servizio, a seguito di un esposto presentato dai familiari. L’autopsia non ha collegato il decesso alle condizioni lavorative, compreso il freddo intenso, ma – come precisato dalla famiglia – sono in corso ulteriori accertamenti per chiarire le cause del malore che ha provocato la morte durante il turno di vigilanza notturna.

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