Dal 24 febbraio 2026 l’Ospedale Antonio Perrino di Brindisi, dopo le tappe di Bari e Conversano, ospiterà la mostra “Sarajevo, dalla guerra alla pace. Trenta anni dopo”, un progetto a cura del giornalista Franco Giuliano, autore dell’omonimo volume bilingue (italiano–bosniaco) edito da Cacucci.
L’esposizione racconta la trasformazione di Sarajevo dal conflitto degli anni Novanta al complesso percorso di ricostruzione e riconciliazione, attraverso una mostra fisica integrata da contenuti multimediali: reportage, video, interviste, testimonianze e le lettere di centinaia di bambini di Sarajevo durante l’assedio, affiancate da quelle dei loro coetanei pugliesi. Un patrimonio narrativo e simbolico di straordinario valore, particolarmente significativo nel contesto storico attuale.
«Un’iniziativa di grande valore simbolico e civile – spiega il curatore scientifico del progetto Franco Giuliano – che potrebbe fare del Perrino il primo ospedale del Sud Italia a strutturarsi come spazio permanente di dialogo tra salute e cultura».
La mostra ripercorre una delle pagine più drammatiche della storia europea recente, ponendo al centro i temi della pace, della resilienza e della ricostruzione sociale.
«Portare questo racconto all’interno di un ospedale – sottolinea Maurizio De Nuccio – significa proporre una riflessione che va oltre la dimensione storica, toccando direttamente l’esperienza umana della sofferenza e della cura».
L’iniziativa, curata dall’Associazione culturale “L’Isola che non c’è” in collaborazione con “Puglia Mice Experience”, che ne seguirà l’allestimento insieme all’ufficio tecnico della ASL Brindisi, si inserisce in una visione innovativa della sanità pubblica: il luogo di cura come spazio di crescita culturale e consapevolezza civile, aperto non solo a pazienti e operatori sanitari, ma all’intera comunità.
La scelta di Sarajevo come simbolo non è casuale: la città incarna il passaggio dalla distruzione alla speranza, dalla guerra alla pace possibile, un messaggio quanto mai attuale in un tempo segnato da nuovi conflitti e fragilità globali.
Con questa mostra, Brindisi si candida a diventare un vero e proprio laboratorio nazionale di un nuovo rapporto tra sanità e cultura, riaffermando il ruolo degli ospedali non solo come luoghi di assistenza, ma come presìdi di umanità, memoria e futuro. Ogni giorno gli spazi del Perrino sono attraversati da oltre 3.000 persone, tra personale sanitario, pazienti e familiari che visitano i propri cari ricoverati nei più di 500 posti letto: trasformare questi luoghi in spazi di dialogo e riflessione significa contribuire concretamente al benessere della comunità.












































