Lo Snim torna a Brindisi, ma la conferenza stampa offre spunti interessanti anche sul futuro del Castello e del Porticciolo

BRINDISI – Ritorna al Porticciolo turistico di Brindisi il Salone Nautico di Puglia: dopo 2 anni di assenza e di svolgimento a Bari, infatti, l’organizzatore Giuseppe Meo ha deciso di riportare a Brindisi l’evento, lì dove è nato e lì dove è stato riproposto per 14 edizioni.

La ragione principale del precedente trasferimento, come ha spiegato Meo, fu legata all’esigenza avvertita di avvicinare la manifestazione a Bari, intesa come sede istituzionale della Regione, così da favorire un’interlocuzione con l’Ente regionale più proficua rispetto al passato. Tale obiettivo, a detta di Meo, sarebbe stato raggiunto allorquando la Regione, attraverso l’ex Assessore allo Sviluppo Economico Mazzarano, nello scorso mese di marzo ha riconosciuto l’Economia del Mare come settore strategico.

Un riconoscimento che ha convinto gli organizzatori del Salone Nautico che i tempi fossero maturi per fare ritorno a Brindisi, considerata geograficamente e logisticamente strategica per il settore nautico. Certo, come sottolineato da Meo nel corso della conferenza stampa, occorre fare sistema, e su questo fronte l’organizzatore ha evidenziato con rammarico come la Camera di Commercio abbia fatto sapere ai diretti interessati che non ritiene strategico l’evento per il territorio. Una posizione forte quella assunta dall’Ente camerale, sulla quale è necessario un approfondimento per comprenderne le ragioni sottese.

Al netto di tali aspetti, la 17^ edizione dello Snim si svolgerà seguendo il canovaccio delle precedenti. Ci saranno infatti: il villaggio dello sport, una piazzetta dedicata all’enogastronomia, una serie di eventi organizzati da Magilla Spettacoli, la presenza di 25 importatori provenienti dai mercati emergenti del settore e tanto altro. In prospettiva, inoltre, si sta lavorando per istituire a Brindisi un Centro Formativo, ovvero un Istituto Tecnico di Specializzazione nel settore nautico: a tal proposito, gli enti e le università del territorio sono già state ineteressate e la risposta degli stessi si preannuncia positiva.

La location, come detto, tornerà ad essere quella del “Marina di Brindisi”: secondo Meo si tratta del sito ideale, ma al contempo è necessario connettere l’area con la città. In tal senso, si sta lavorando con la Stp per provvedere a collegare il Centro con il Porticciolo attraverso un suggestivo servizio navetta via mare.

Ed a proposito di Porticciolo, si è appreso che la Presidenza ad interim è stata affidata al dirigente Nicola Zizzi, che avrà il difficile compito di perseguire nuovamente la strada della vendita delle quote pubbliche a soggetti privati.

L’area in questione, tra l’altro, annovera – a stretto raggio – anche la presenza della spiaggetta di Cala Materdomini, che diverrà presto una deliziosa spiaggia pubblica, e del Castello Alfonsino, anch’esso interessato da lavori di riqualificazione che lo renderanno nuovamente fruibile entro l’estate del 2019. Su tale inestimabile bene, però, continua a pendere la spada di Damocle della destinazione d’uso: senza un progetto ed un piano di gestione economico-finanziaria dettagliati, infatti, la titolarità dell’area resterà in capo all’Agenzia del Demanio e la gestione alla Soprintendenza. Il Commissario Giuffrè, a tal riguardo, ha sottolineato stamani che il Comune non entrerà in possesso dell’area (comprendente il castello, l’opera a corno e l’isola di Sant’Andrea) finché non si avrà un’idea precisa sulla destinazione d’uso.

Una bella gatta da pelare per la prossima Amministrazione, che però si ritroverà tra le mani una miniera d’oro costituita dal triangolo Castello-Porticciolo-Cala Materdomini che farebbe invidia a qualsiasi città d’Italia e non solo.

Andrea Pezzuto

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