E’ un avvocato di successo ma prima ancora è una cittadina del mondo, triestina che ha vissuto in Arabia Saudita, in India, a Londra, negli Stati Uniti e adesso a Dubai, dove è legale in una banca d’affari internazionale e responsabile legale dell ‘Arab Fashion Council, che promuove la nota Arab Fashion Week, la settimana della moda. Nicole Purin è una donna di talento, partita dal capoluogo giuliano ancora bambina.

  1. Nicole, tu sei italiana di nascita, ma è da bambina che hai iniziato a girare il mondo: come mai ed in quali città hai vissuto?

Sono nata a Trieste ma il lavoro di mio padre (settore logistica internazionale) ci ha portati in paesi esotici e lontani! Ci siamo trasferiti all’estero quando avevo sei anni. Sono cresciuta in Arabia Saudita, India, Emirati Arabi, Londra e New York.

  1. Quali studi hai seguito e dove?

Ho frequentato scuole internazionali – scuola americana a Riyadh, scuola Indiana a Mumbai, scuola inglese a dubai. Ho studiato legge inglese e legge italiana alla University College London e alla London School of Economics. Mi sono qualificata come avvocato inglese, specializzata in diritto finanziario. Ho lavorato presso studi americani come Sidley and Austin dove lavorava Obama e banche d’affari come la Goldman Sachs e bnp paribas a Londra. Quindi ho iniziato e consolidato la mia professione nel settore del diritto finanziario internazionale.

 

  1. Adesso sei anche nel mondo della moda: quale legame c’è tra la tua professione di avvocato e questo settore? Ma, soprattutto, come nasce questa collaborazione?

Il mondo della moda mi ha sempre attratta e affascinata. Da vari anni sono Chief Legal Officer dell’ Arab Fashion Council, il più grande non profit nel settore fashion al mondo, che promuove la moda araba a livello internazionale e ha sviluppato la platform della ready couture in medio oriente. Il mio ruolo nel Council e’ di chief legal, quindi mi occupo della contrattistica, delle alleanze strategiche, proprietà intellettuale e trademarks, e offro consultivi al board dell’ arab Fashion Council. Sono stata approcciata per questo ruolo tramite vari contatti e anche se il mio settore e’ il diritto finanziario, ci sono tantissime sinergie e la mia passione per la moda, per la crescita di questo settore nel mondo arabo ha reso la transizione fluida e veloce.

  1. Adesso vivi a Dubai: come si vive in una città così diversa e lontana, in tutti i sensi, dall’Italia?

 Io sono cresciuta a Dubai e la considero in parte casa mia. E’ una terra sicuramente molto diversa e lontana dall’ Europa e l’Italia. Io l’ho vista evolvere e sono fiera di aver assistito a tutti questi sviluppi. Dubai e’ diventata molto internazionale ed e’ tollerante di tutte le culture. Penso ci  siano tante  opportunità a Dubai in vari settori  essendo al centro del business in medio oriente. La qualità’ della vita e’ molto alta.

  1. Come metteresti a confronto l’Italia e gli Emirati?

L’ Italia è un paese di grande storia e tradizione. Negli Emirati, l’Italia è un paese molto rispettato e il Made in Italy ha un grande valore. Ci sono molti scambi a livello commerciale e molto italiani si sono trasferiti a dubai. Tantissime brands italiane hanno presenza a dubai e Dubai Mall e’ full di negozi made in Italy.Le differenze culturali tra dubai e l’Italia sono importanti ma allo stesso tempo e’ facile integrarsi e non ci si deve sorprendere di quanto amato sia il nostro paese qui!

 

  1. Per donne di talento come te, ritieni sia più semplice trovare meritocrazia in Italia o all’estero?

Penso che il mondo lavorativo soprattutto in aziende internazionali, promuova la meritocrazia. Non ho mai lavorato in Italia quindi non sono sicura di poter rispondere a questa domanda da un punto di vista personale.

  1. Quanto è seguita la moda italiana negli Emirati Arabi, ma soprattutto ci sono ancora margini di sviluppo per nuovi brand di entrare sul mercato?

La moda italiana e’ molto seguita in Italia e la presenza delle nostre brands en masse lo dimostra pienamente. Dubai si sta consolidando come l’“hub” nel settore retail e ci sono tanti progetti per sviluppare il mercato sempre di più’. L’Expo 2020 a Dubai sta creando tante opportunità in tutti i settori e secondo me questo e’ il momento giusto per investire ed entrare in questo mercato.

 

  1. La tua presenza da italiana nel Management Board dell’AFC è sicuramente un vanto per noi, ma non sei l’unica a rappresentare con onore la nostra bandiera: quali le altre connessioni tra Italia e l’Arab Fashion Week?

E’ veramente un onore per me far parte dell’Arab Fashion Council e partecipare a tutte le attività’ promosse dal council, come l’arab fashion week.

Ci sono forti sinergie tra l’ Arab Fashion  Week e l’ Italia. Il nostro presidente onorario e’ il Cavaliere Boselli che ci ha sostenuti e guidati per sviluppare L’arab  Fashion Week a livello internazionale. Oggi l’ arab fashion week e’ nel calendario internazionale e dubai tra le 5 capitali della moda. Il modello italiano ci ha sostenuti ed  i designers italiani ci hanno ispirati e ci hanno aiutato a perfezionare la nostra struttura da tantissimi punti di vista. Questa collaborazione e’ un’ alleanza strategica che permette una grande  crescita.

 

  1. Quale è la tua personale esperienza di donna Manager italiana che lavora per una società araba e quali ruoli hanno nel presente le donne che vivono negli Emirati Arabi?

La mia esperienza a Dubai e’ stata molto positiva. Essendo cresciuta qui, ho una forte conoscenza della cultura araba e questo mi permette di navigare facilmente nella società locale. C’e’ una differenza tra le donne straniere e quelle locali a Dubai. Quelle straniere hanno molte opportunità lavorative nel settore internazionale, retail e hospitality ma anche finanziario. Le donne locali sono più conservatrici ma molto indipendenti e sempre più vocali e partecipi a livello politico e nel settore business. Quindi il progresso e l’ emancipazione delle donne negli Emirati  Arabi sta crescendo sempre di più. Recentemente in Arabia Saudita hanno passato una legge che permette alle donne di guidare. Questo e’ un grande cambiamento positivo per il medio oriente.

 

Pamela Spinelli
Direttore responsabile

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