L’ANGOLO DEI LIBRI – La taverna di mezzanotte. Tokyo stories di Yaro Abe

Shinjuku è uno dei maggiori quartieri del centro di Tokyo sorto intorno alla stazione più grande e trafficata del mondo, ed è proprio tra i suoi vicoli, all’ombra fluorescente dei grattacieli che ne dominano il cielo e sotto i grovigli dei cavi elettrici sospesi, che si trova una piccola taverna che apre a mezzanotte e chiude alle sette del mattino. È La taverna di mezzanotte (pubblicato in Italia da Bao publishing) – luogo che, immobile, traghetta i suoi avventori attraverso gli stati emotivi di notti (stra)ordinarie, divenendo crocevia delle Tokyo stories del titolo, o almeno di quelle che vorranno cogliere l’occasione di approdare e radunarsi sugli sgabelli lungo il bancone. Il locale –  nelle tavole del mangaka Yaro Abe – è semplice e spoglio, il menu è fisso e prevede un’unica pietanza (una zuppa di maiale da 600 yen), ma il cuoco è ben disponibile ad assecondare ogni richiesta preparando, ove ne abbia gli ingredienti, qualunque piatto. Per ventinove notti, capita così di ritrovarsi gomito a gomito fra clienti occasionali e altri che, via via, diventano abituali, con il cibo che assurge a mero pretesto per condividere la fatica dei troppi straordinari, un cuore infranto, la mancata realizzazione di un sogno, la gioia che viene dalla fiducia ritrovata: di alcuni di loro conosceremo – complice l’empatico cuoco – frammenti delle rispettive esistenze, mentre ciascun capitolo vedrà conferirsi il suo speciale sapore di fondo da un piatto della cucina nipponica. Se due spiriti affini possono riconoscersi grazie ad un uovo all’occhio di bue (salvo poi prontamente disconoscersi per la rispettiva preferenza di salsa di soia o Worchester), un paio di onigiri ripieni al tarako daranno sapore ad una commovente riconciliazione; se un’insalata di patate ha il gusto amaro del tempo perso che mai più potrà essere recuperato, una fetta d’anguria e lo zampirone acceso sapranno regalare la pace di una serata di vera estate giapponese. E si esce dalla taverna «sazi nello stomaco e nell’anima», forse un po’ più pronti al nuovo giorno che inizia.

Diana A. Politano

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO