L’ANGOLO DEI LIBRI – “Daddy” di Emma Cline

È da poco arrivato in libreria Daddy, il nuovo libro di Emma Cline – scrittrice californiana poco più che trentenne che qualche anno fa abbiamo conosciuto in Italia con il romanzo Le ragazze (anche questo, come Daddy, edito da Einaudi). Ci troviamo questa volta davanti ad un libro che raccoglie dieci racconti che non nascondono l’intento preciso di abbattere l’immaginario, spesso tuttora idealizzato, che circonda la famiglia e di sollecitare una serie di riflessioni intorno al potere e alla brama che ne alimenta la forza simbolica. In quasi tutti i racconti c’è un protagonista maschile: uomini di mezza età perduti perché sentono di aver smarrito il potere sulla propria vita o all’interno della famiglia; padri che si ostinano a chiudere gli occhi davanti agli abissi oscuri delle proprie anime, ai richiami di una sessualità ambigua e perversa. Il titolo Daddy non può che assumere un tono deliberatamente sinistro: non vi è nessun papà amorevole qui, piuttosto un padre che – dopo anni di violenze che preferisce rimuovere dal ricordo – è soltanto «troppo stanco per buttare all’aria le cose»; un ex marito convocato dalla scuola del figlio per un brutto episodio di bullismo di cui quest’ultimo si è reso autore; uomini che acquistano mutandine di giovani commesse spregiudicate o futuri padri che sognano, mentre un figlio è in arrivo, di fuggire lontano dalla vita che li aspetta. Sullo sfondo, l’America dei set cinematografici, la California dove non esistono le stagioni, le comunità alternative, i college esclusivi, i contenitori di pillole dove è ancora possibile trovare colorate promesse di felicità, paradisi artificiali tascabili.  La scrittura della Cline, tuttavia, non rappresenta queste dieci vite nei momenti salienti del loro agire, nel punto esatto in cui compiono scelte discutibili: ci avviciniamo alle esistenze di questi personaggi attraverso gli indizi disseminati lungo il filo del racconto, riempiamo di senso le crepe più buie dei loro ricordi grazie a fulminei lampi di sincerità. Ne percepiamo pienamente l’incertezza, tutti in attesa come sono di un segno, della forza che serve per rimettere a posto ciò che è ridotto in pezzi; ne condividiamo talvolta il dolore.

Diana A. Politano

 

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