La “Sagra te lu Ranu” a Merine: un omaggio alla tradizione salentina

Anche quest’anno, alle porte della 30esima edizione, il comune di Merine ospita l’attesissima “Sagra te lu Ranu”, un evento che raccoglie le tradizioni culinarie e culturali del Salento.

Il paese che si prepara ad accogliere i visitatori in quello che è uno degli appuntamenti più attesi dell’estate salentina, con il patrocinio di Provincia di Lecce, regione Puglia e Gal Valle della Cupa.

La sagra nasce per celebrare la raccolta del grano (“ranu”, nel dialetto salentino”) rendendo omaggio a quella che è la tradizione agricola e una cucina povera, ma caratteristica.

Solitamente la sagra si svolge la prima settimana di luglio, fatta eccezione per quest’anno poiché coinvolgerà i giorni del 18,19 e 20.

Come sempre, le intere tre giornate prevedono la gastronomia grazie agli stand culinari che offrono piatti tipici a base di grano, come la tradizionale “massa”, la pasta fatta in casa con sugo di pomodoro fresco e “li muersi fritti”, un piatto che nasce con l’intenzione di non buttare gli avanzi, fatto con rape, pane di grano duro e ceci.

Il tutto è accompagnato dalla presenza di laboratori come workshop sulla preparazione dei piatti tipici e dimostrazioni della trebbiatura del grano con antichi macchinari agricoli, ma anche da mercatini artigianali dove le bancarelle danno l’opportunità di acquistare e portare a casa sia prodotti alimentari sia artigianali locali, come ceramiche, ricami e lavorazioni in legno.

Gli spettacoli folkloristici sono forse l’elemento che più attira visitatori oltre che alla gastronomia: per tutta la durata della sagra infatti, vi sono esibizioni di gruppi di pizzica e taranta ma, in particolare, l’ultima serata saranno ospiti gli Alla Bua a partire dalle 22.30.

Nati dalla passione verso la musica popolare e le tradizioni, gli Alla Bua sono quello che più c’è di tradizionale della musica salentina. Il significato etimologico pare sia di orgine grica, il dialetto antico ancora oggi parlato nella Grecia salentina. “Alla Bua” era una locuzione utilizzata dagli anziani di quella zona per accompagnare i canti di lavoro e d’amore, ripetuta insistentemente come un mantra: significherebbe altra via, altra cura, altra malattia, medicina alternativa.

Aurora Lezzi

 

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2 COMMENTI

  1. La profonda crisi politico-amministrativa del Comune è inquadrabile in men che non si dica con la trasmissione degli atti del caso alla Sezione Regionale della Corte dei Conti. Nella ipotesi poi di ingiustificato superamento degli avvenimenti in corso al competente Ministero della Finanze utile appare richiamare che lo stesso, diversi anni addietro ha eseguito una ispezione al Comune rilevando 18 gravi inadempienze amminirative-contabili. Naturalmente, è pacifico che per il Comune, unico proprietario della partecipata BSM, deve trovare risoluzione innanzitutto (incredibile) la deliberazione n. 227 del 09/07/2020 afferente la transazione fra ipotetici debiti e crediti fra Comune e BSM assurdo pensarlo normativamente.

    Brindisi, 06/07/2024 dott. francesco Leoci

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