La “querelle” sviluppatasi in questi mesi sul fronte politico/istituzionale e, per alcuni tratti, anche in quello sindacale, in merito ai processi di internalizzazione da parte della ASL BR di strutture sanitarie affidate in appalto in questi lunghi anni, rappresenta ancora una volta l’occasione per ribadire definitivamente sull’argomento in questione la posizione della FP CGIL Brindisi senza sconfinare in qualsivoglia contrapposizione polemica.
La scrivente Organizzazione Sindacale ritiene che l’esternalizzazione dei servizi sanitari abbia rappresentato l’immagine plastica delle politiche neoliberiste adottate negli anni in cui la Pubblica Amministrazione abdicava al proprio ruolo per concedere ai privati la gestione della sanità, generando – tra l’altro – la frammentazione gestionale e le innumerevoli criticità legate proprio all’esternalizzazione dei servizi sanitari ( il periodo covid ci ha insegnato qualcosa ?).
Dunque, l’internalizzazione delle strutture sanitarie appaltate inopinatamente all’esterno – particolare anche non trascurabile il fatto che siano perfino di proprietà della ASL BR – rappresenta una scelta strategica e necessaria per rafforzare il sistema pubblico universale, garantire diritti e tutele ai Lavoratori,e rispondere in modo equo e stabile ai bisogni della popolazione.
Per queste ragioni, la FP CGIL Brindisi ha prodotto una strenua battaglia per internalizzare i servizi in Sanitaservice , per riaffidare alla mano pubblica il Centro Riabilitativo di Ceglie Messapica dove è giunta anche l’ora di traguardare la definitiva stabilizzazione del personale e l’integrazione di ulteriori figure che diano il giusto contributo ad i professionisti del Centro, che stanno elevando il servizio Pubblico con il loro gran Lavoro, richiediamo con forza l’internalizzazione della struttura Hospice di Mesagne in cui ogni giorno si lotta per dare le giuste cure attraverso il gran sacrificio di operatori sanitari che subiscono un dumping contrattuale inaccettabile con i colleghi di altre strutture oltre a fare turbi di lavoro estenuanti, siamo qui oggi per sostenere la a decisione di internalizzare la RSA di Ostuni, con ovviamente la prerogativa non negoziabile di internalizzare tutto il personale in servizio e di dare continuità al grande impegno di cura di lavoratrici e lavoratori, ogni processo amministrativo/gestionale -come il caso di specie – deve assumere l’obiettivo primario e ineludibile di salvaguardia del personale in termini giuridici ed economici, come ci si deve prendere il definitivo impegno di applicare la legge 1490 per le strutture ex art.26 e dare finalmente il giusto contratto a lavoratrici e lavoratori de “La Nostra Famiglia” e cominciare a pensare ai costi attuali di quest’attività di riabilitazione anch’essa affidata ai privati.
Si pongono inoltre altre questioni:
Perché ci sono stati affidamenti di strutture sanitarie che si sono prorogati ben oltre (anche lustri) di quanto prevedeva il bando?
Perché non si dice nulla su alcune strutture riabilitative affidate, per ragioni “superiori” di una particolare utenza che aveva necessità di risposte celeri, senza però disporre negli anni, tanti anni, nessun bando di gara?
Ed ancora, perché se da una parte si internalizza dall’altra si è proceduto incoerentemente ad esternalizzare servizi sanitari?
Infine, non si vorrebbe divagare con il tema di che trattasi, ma attiene sempre alla qualità della salute erogata ai cittadini/utenti e la gestione più complessiva del sistema sanitario Brindisino che versa in enorme difficoltà, perché il piano di riordino ospedaliero, già di per sé il peggiore della Puglia in termini di posti letto per mille abitanti, non si chiede istituzionalmente all’attuale Direzione Strategica, in modo perentorio l’attivazione dei posti letto e servizi previsti dallo stesso piano?
Si potrebbe continuare, con la lunga sequela di domande, ma già questi problemi rappresentati basterebbero per aprire importanti discussioni.
In definitiva, tornando al tema di cui all’oggetto, la FP CGIL crede fermamente ad una Pubblica Amministrazione erogatrice diretta dei servizi essenziali per mantenere il controllo pieno sulle finalità e sulla qualità dell’intervento, assicurando condizioni di buon governo del sistema sanitario.
Al contrario, una PA che assume il ruolo di committente, secondo principi privatistici propri di una cultura – si ribadisce – neoliberista rischia di ridursi a mera gestore di appalti, perdendo capacità di indirizzo, responsabilità sociale e visione strategica sulla salute pubblica.
Ora, è il momento di continuare questo processo di internalizzazione dei servizi sanitari per tutte (TUTTE) le strutture sanitarie e dei servizi ad esse collegati (ADI, ADO e qualsiasi cosa afferente) appaltate all’esterno senza se e senza ma, rifuggendo a tecnicismi formali che nascondono debolezze sostanziali: sono ormai tantissimi gli esempi e le buone pratiche messe in campo in svariate regioni che rafforzano tale processo che potrebbe fungere perfino da apripista ad un riformismo di qualità dell’azione politico – gestionale.
La FP CGIL Brindisi è pronta a dare il proprio contributo, così come è sempre avvenuto, confidando sulla necessità di fare tutti sistema per migliorare il sistema sanitario brindisino che rischia di implodere per tutta una serie di problemi che quasi quotidianamente si sta provando a rappresentare all’attuale management.
Proprio in questo senso si richiede urgente incontro alla ASL Brindisi e la convocazione della Terza Commissione Sanità Regione Puglia già richiesta per gli argomenti trattati
Luciano Quarta
Segretario Generale FP CGIL











































