La “pizzica” e gli abiti tradizionali della cultura salentina: dal passato all’alta moda

CREDIT FOTO: Christian Dior, Cruise Collection, Look 21/90

MODA E COSTUME – Con l’arrivo dell’estate e del caldo, in tutto il salento si risveglia la voglia di sagre, di cibo tipico e di musica, all’insegna del ballo tradizionale della pizzica.

Ma da dove arriva questa tradizione?

L’espressione dell’identità di un territorio si manifesta attraverso simboli di rilevanza, tra i quali, oltre che al linguaggio, anche ornamenti e abiti, adempiendo al fatto che ogni gruppo sociale abbia sviluppato e si sia appropriato, oltre ad usi e costumi, anche di danze tradizionali trasformandole in veri e propri codici di comunicazione.

Nel Salento, la tradizione più sentita è quella della pizzica che, a sua volta, si rifà al fenomeno del tarantismo. Quest’ultimo sembra risalire al morso del ragno che provoca isterismo e offuscamento dello stato di coscienza: per espellere il veleno, secondo le leggende e gli usi del territorio, chi ne è affetto trova guarigione solo attraverso la musica e la danza.

Costume Tradizionale della pizzica salentina, CREDIT FOTO: regione puglia

Caratteristici di questo contesto sono i costumi: per l’uomo si tratta semplicemente di un vestito tipico caratterizzato da un gilet scuro o dalle bretelle su una camicia bianca e dei pantaloni in tinta con il gilet. Per le donne, invece, non vi è un costume tradizionale consolidato dalla tradizione: l’elemento che resta invariato, però, sono i piedi nudi e l’ampia gonna (spesso di colore bianco) che viene fatta volteggiare seguendo il ritmo della musica dato dalla percussione dei tamburelli. Estremamente caratteristico è anche l’utilizzo di un fazzoletto, o di un foulard rosso, il quale, oltre che fungere da semplice ornamento, ha un preciso scopo in base a come viene mosso dalle mani della danzatrice poiché, se posto verso l’accompagnatore, è un chiaro invito all’inizio del corteggiamento. Ciò lascia alla donna il potere della scelta.

Il colore acceso del fazzoletto permette di essere visto più facilmente fra il bianco che solitamente appartiene al resto dell’abbigliamento, divenendo simbolo d’amore che verrà donato dalla donna all’uomo in simbolo di conquista.

Maria Grazia Chiuri, direttrice creativa di Christian Dior dal 2016, ha reso omaggio a questa terra e alle sue tradizioni attraverso una sfilata di prêt-à-porter il 22 luglio 2022 nel cuore del Salento, a Lecce, in piazza Duomo. Attorniata da una splendida cornice barocca, la sfilata ha presentato la collezione Cruise 2021, un’opera corale che celebra la memoria, i valori, la cultura e il futuro della straordinaria maestria artigianale della Maison.

Il singolare motto di questo luogo straordinario, “Amando e Cantando”, è intessuto nella parte posteriore delle gonne. Maria Grazia Chiuri ha voluto anche rendere omaggio alle celebri luminarie che esaltano e sublimano piazze e monumenti con le loro architetture luminose. È stata proprio questa forma d’arte che ha dato vita al motivo grafico delle sciarpe multicolore, rievocato dai tessuti traforati e ricamati.

Aurora Lezzi

 

 

 

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