L’aumento dei trigliceridi nel sangue rappresenta uno dei fattori di rischio vascolare e non solo. Può essere causato da una patologia genetica o, nella maggior parte dei casi, da errori alimentari.
E’ fondamentale, per ridurre i livelli di trigliceridi, seguire un regime dietetico ipocalorico al fine di mantenere o raggiungere un peso corporeo ottimale. Iniziare un percorso personale di perdita di peso e di corretta alimentazione, seguita dal Medico, anche per escludere la presenza di patologie che potrebbero rendere vani gli sforzi fai da te per ridurli. La alimentazione è comunque importante, come svolgere attività fisica di tipo aerobico con regolarità, evitare l’assunzione di alcool ed, infine, ridurre l’introduzione di zuccheri e di cibi contenenti zuccheri.
FATTORI UTILI NELLA RIDUZIONE DEI TRIGLICERIDI:
- Ridurre le dimensioni delle porzioni.
- E’ necessario ridurre al massimo il consumo di formaggi, che andrebbero assunti un paio di volte alla settimana; la tipologia di formaggi assunti, dipende dalla fisiologia del soggetto e da eventuali patologie concomitanti.
- Evitare il consumo di burro, lardo, strutto, margarina e maionese, utilizzando invece l’olio extravergine di oliva.
- La carne andrebbe assunta 4-5 volte alla settimana, prediligendo pollo, tacchino, coniglio o tagli magri di manzo o maiale; anche i salumi (privati del grasso visibile), in particolare bresaola e prosciutto crudo, possono entrare nell’alimentazione, sebbene non più di 2 volte alla settimana, mentre andrebbero completamente eliminati gli insaccati (es.: salame, salsiccia, mortadella, ecc.).
- Un secondo ideale è il pesce, che contiene pochi grassi saturi ed è ricco di proteine nonché di grassi polinsaturi omega-3, i cui effetti sul sistema cardiovascolare sono oggi ampiamente riconosciuti. E’ consigliabile assumere il pesce almeno 4-5 volte alla settimana.
- E’ importante consumare alimenti ad alto contenuto di fibre alimentari quali frutta, verdura, legumi e cereali integrali, poiché aumentano il senso di sazietà, regolarizzano il transito intestinale, rallentano e modulano l’assorbimento degli zuccheri ed, infine, riducono l’assorbimento dei grassi.
- I legumi, quali fagioli, piselli, fave, ceci e lenticchie rappresentano un’alternativa valida al secondo piatto di carne o formaggio: sono ricchi di proteine, poveri di grassi e ricchi di fibre.
- La frutta va assunta con moderazione, poiché rappresenta una ricca fonte di zuccheri semplici.
- E’ necessario ridurre al massimo il consumo di alcool (es.: birra, vino, liquori, grappe) e di bevande zuccherate.
- Evitare il consumo di zucchero, dolci, torte, merendine, pasticcini, gelati, cioccolato, marmellate.
Oltre alla scelta dei cibi, anche le tecniche di preparazione e di cottura degli stessi rivestono notevole importanza. L’ipertrigliceridemia, rappresenta un serio rischio per la salute, e va curata come una vera e propria patologia, valutandone la gravità, la concomitanza di altri fattori di rischio e la esclusione di patologie che possono causarla. Una corretta prima visita e una esatta diagnosi, sono il primo passo da fare per avere un risultato efficace e duraturo.
Dott.ssa Emanuela Giannuzzo
Via Cristoforo Colombo, 92
Laureata in medicina e chirurgia
Specializzata in Medicina estetica e Nutrizione Clinica
Medico abilitato alla Professione di Medico di Medicina Generale
Medico abilitato alla urgenza ed Emergenza territoriale










































