“La democrazia non si governa da remoto”: scontro totale a San Vito dei Normanni

L’opposizione abbandona l’aula, presenta esposto al Prefetto e lancia una raccolta firme.

Carenza del numero legale, violazione delle regole democratiche e una preoccupante

deriva “virtuale” delle istituzioni. Sono queste le ragioni che hanno spinto i Consiglieri

Comunali di opposizione di San Vito dei Normanni, a presentare un dettagliato esposto al Prefetto

di Brindisi e a dichiarare battaglia aperta dentro e fuori dal palazzo municipale.

Al centro della tempesta politica c’è la seduta consiliare dello scorso venerdì 11

settembre convocata per approvare il nuovo “Regolamento delle sedute in remoto”.

Una scelta contestata con fermezza sia nel metodo che nel merito. Durante la

discussione, l’intera minoranza e un esponente della maggioranza hanno chiesto

ufficialmente il ritiro del provvedimento. Di fronte al “muro” alzato dal resto della

maggioranza, è scattata la protesta: l’opposizione in blocco ha abbandonato l’aula, lasciando i banchi vuoti.

A quel punto, la maggioranza ha scelto di procedere facendo valere i propri numeri

risicati: l’atto è stato approvato con soli 9 voti totali (il Sindaco e 8 consiglieri).

Un’azione che i firmatari dell’esposto definiscono una gravissima illegalità aritmetica.

Il Regolamento comunale vieta infatti di computare il Sindaco nel numero legale della

prima convocazione; tolto il Sindaco, restavano solo 8 consiglieri, ovvero la metà

esatta dei 16 assegnati. Secondo la giurisprudenza consolidata del TAR Puglia e i

pareri del Ministero dell’Interno, quando la metà è un numero intero, per deliberare

serve una presenza superiore (almeno 9 consiglieri). Non vi era più il numero legale

quindi e, pertanto, la seduta doveva essere dichiarata deserta.

Oltre al “pasticcio” dei numeri, i consiglieri denunciano un vizio politico e di visione

profondissimo:

 Istituzioni da divano: Il timore, basato sui fatti, è che ciò che viene presentato

come un’eccezione diventi presto la normalità. Del resto, questa amministrazione ha

già sdoganato la Giunta in modalità telematica: emblematico il caso della delibera n.

164 dello scorso 8 settembre, quando in municipio era fisicamente presente un solo

assessore, mentre tutti gli altri erano collegati da remoto. Stando comodamente a

casa sul divano? O in ufficio a fare contemporaneamente altro?

 Un’idea distorta di modernità: “Ci parlano di modernità — attaccano i

consiglieri — ma la vera modernità significa avvicinare i cittadini alle istituzioni, non

trasformare la democrazia in uno schermo. Un clic, una password, una telecamera

accesa e il gioco è fatto? No. Non basta essere connessi, bisogna essere presenti. Il

Consiglio comunale è il luogo del confronto fisico, della dialettica, del dibattito e del

contraddittorio”.

 Lo strappo sulle regole condivise: Un regolamento che disciplina il

funzionamento dell’assemblea di tutta la comunità avrebbe dovuto essere il risultato

di un percorso condiviso. Avere i numeri per approvare un colpo di mano non significa

avere ragione. Le regole del Consiglio non appartengono alla maggioranza di turno,

ma all’intera città.

 Profili di illegittimità e controsensi tecnici: L’esposto evidenzia come l’atto

eluda la maggioranza qualificata dei due terzi prevista dallo Statuto per le modifiche

strutturali dell’ente. Inoltre, smaterializza l’aula violando l’obbligo di spazi fisici

protetti per pubblico e consiglieri, costringe all’uso di dispositivi privati (vietati dal

testo principale) e presenta un grossolano difetto di istruttoria: nelle premesse

afferma che chi si collega da remoto rinuncia al gettone di presenza, mentre

nell’allegato dichiara l’esatto contrario.

“La vita democratica di una comunità si costruisce attraverso i suoi momenti fisici e i

suoi luoghi storici — concludono i consiglieri firmatari —. Abbiamo investito il

Prefetto della questione affinché acquisisca i verbali e le registrazioni per ripristinare

la legalità violata. Ma la nostra battaglia non si ferma nelle stanze della Prefettura:

porteremo questa mobilitazione nelle strade e tra la gente con una raccolta firme, per

raccogliere il forte dissenso già manifestato dai cittadini e difendere un’idea di

Consiglio comunale che sia presente, trasparente e aperto al pubblico. Chi è stato

eletto per rappresentare San Vito ha il dovere di esserci”.

San Vito dei Normanni, 15.09.2026

I Consiglieri Comunali Firmatari

Giacomo Viva

Alessandra Pennella

Salvatore Carlucci

Federico Carrone

Silvana Errico

Luciano Cavaliere

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