Viviamo un tempo drammatico. Il Sud si svuota. I giovani se ne vanno. Non perché vogliono esplorare il mondo, ma perché qui il mondo non lo trovano. È in corso un esodo silenzioso, una perdita continua di energie, intelligenze, possibilità. E questo non è solo un problema demografico: è un crollo culturale. Un territorio che lascia partire i suoi figli senza lottare per tenerli è un territorio che ha già perso. Ma Brindisi non ha bisogno di compassione. Ha bisogno di scelte. Perché un punto di ripartenza c’è, ed è sotto gli occhi di tutti: la Cittadella della Ricerca. Un’infrastruttura già viva, dove operano realtà come ENEA, CNR, STIIMA, CETMA. Eppure, abbandonata dalla politica, dimenticata dalle agende nazionali. Quando è arrivato il momento di decidere dove investire davvero, come nel caso della fusione nucleare, Brindisi è stata esclusa. Perché? Un’esclusione – per essere molto chiari – che non ci mai convinti. Il nostro territorio, invece, va sempre bene per scelte calate dall’ alto che pregiudicano il futuro e lo sviluppo del nostro territorio, così come potrebbe accadere nel porto di brindisi con l’insediamento del deposito gas più comunemente chiamato “bombolone” ( parola che a molti non piace ). Ed allora, tornando al tema di cui trattasi, è giunto il momento che i decisori politici a tutti i livelli diano centralità al nostro territorio per dare un futuro al territorio. Si dia un segnale tangibile, concreto: s’investa in progetti seri liberare le grandi potenzialità, ad oggi inespresse, di questa importante struttura. Non basta “ riempirsi “ la bocca di “rilancio del Sud” quando poi ogni qualvolta si deve scegliere dove realizzare i progetti si preferisce artatamente guardano altrove. La Cittadella non deve essere solo difesa, va potenziata. Deve diventare un motore di sviluppo, non un monumento al rimpianto. Serve un piano nazionale di rilancio. Serve l’intervento urgente del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, altro che autonomia differenziata. Servono investimenti concreti. Basta tavoli tecnici sempre aleatori, basta promesse vuote. Basta! Brindisi ha bisogno di strutture, laboratori, corsi universitari legati direttamente alle imprese con progetti ad alto impatto sull’innovazione. Ha bisogno di diventare un polo di riferimento per la Chimica verde, la Produzione e stoccaggio dell’idrogeno pulito, le Tecnologie aerospaziali, la Robotica, l’intelligenza artificiale e per la Transizione ecologica e digitale
Tutti i temi centrali dell’industria del futuro. E Brindisi può essere protagonista. Ma servono investimenti. E servono adesso.
La Cittadella non può farcela da sola. Non può continuare a essere abbandonata a se stess. Serve una strategia politica nazionale, una regia forte, un’alleanza tra Stato, Università, Imprese. E serve una comunità che pretenda tutto questo. Perché il punto non è solo creare posti di lavoro. È restituire dignità e speranza. È dire ai giovani che possono restare. E restare non per accontentarsi, ma per guidare il cambiamento. Oggi, la politica deve scegliere: continuare a parlare di Sud o investire davvero nel Sud. Continuare a ignorare la Cittadella, o trasformarla nel centro di un nuovo modello di sviluppo. Non è più tempo di esitazioni. È tempo di decisioni.
È tempo di costruire. È tempo di investire.
La Cittadella non è il passato da difendere. È il futuro da conquistare. Insieme. Ma solo se chi governa ha il coraggio di agire.
Simone Fiume
Coordinatore movimento giovanile Nuovo Vento










































