Isterismo generale sul Piano della sosta: “Svuota il Centro storico dalle auto!”. Ma non era quello l’obiettivo?

BRINDISI – Che il nuovo Piano della sosta sia perfettibile lo sanno anche i funzionari dell’Ufficio Traffico: d’altronde, senza la realizzazione di nuovi parcheggi e senza un Piano della mobilità sostenibile al passo con i tempi, miracoli non se ne possono fare.

Il Piano della sosta, pertanto, deve essere interpretato come un palliativo, che se ben architettato può comunque incidere sulla vita sociale ed economica della città.

L’obiettivo di fondo prefissato dal Comune era quello di contemperare gli interessi di commercianti, residenti in Centro e cittadini, favorendo la sosta in prossimità dell’area commerciale del Centro e scoraggiandola nell’area del Centro storico, ovvero quella che da piazza Vittoria sale verso il Comune, S. Pietro degli Schiavoni, fino a raggiungere Piazza Duomo.

Nel corso degli ultimi anni si è spesso parlato dell’esigenza di distinguere il Centro commerciale dal Centro storico, ed in molti hanno auspicato che quest’ultimo venisse addirittura chiuso al traffico. Tale auspicio è stato in qualche modo recepito dai funzionari del Comune, che attraverso la previsione di una differente tariffa hanno aumentato il costo del ticket per la sosta nelle strade del Centro storico ed hanno mantenuto invariato il costo del ticket (o l’hanno eliminato completamente) per la sosta nelle strade rientranti nell’area commerciale.

Tale idea di fondo aveva raccolto un certo favore tra i cittadini, ai quali era piaciuta la prospettiva di adeguare la città ai tempi moderni e di rendere il Centro quanto più libero possibile dalle auto. Da quando è ufficialmente entrato in vigore il nuovo Piano, però, il “sentiment” della gente sembra essere repentinamente cambiato. Giornali e social, infatti, sono invasi da foto che immortalano gli stalli dell’area del Centro storico desolatamente inoccupati e da comunicati di protesta. Questi ultimi giungono soprattutto dai residenti nella cosiddetta area rossa, che impossibilitati a parcheggiare in prossimità delle proprie abitazioni (perché in quelle strade è inutilizzabile il pass per i residenti), lamentano l’inutilità dell’acquisto dell’abbonamento annuale.

Questa, in verità, sembra l’unica criticità degna di nota, perché per il resto le lamentele appaiono più il frutto di un retaggio culturale che di altro di concreto. La circostanza che le strade del Centro storico accolgano meno auto del solito e che i parcheggi di Piazzale Spalato, via del Mare e via Tor Pisana risultino pieni dovrebbe indurre a considerare che l’obiettivo prefissato dal Comune sia stato integrato e che, in fondo, un Centro con meno automobili costituisca un affare un po’ per tutti, sia a livello di salute che estetico.

Se gli stalli a pagamento vengono sfruttati meno, il problema è più che altro della BMS (e quindi del Comune), le cui casse, nel caso dovesse persistere questa situazione, farebbero registrare un ammanco. Tuttavia, la circostanza che i parcheggi dell’Ospedale Perrino e di via Lanzellotti (alle spalle del Tribunale) siano stati trasformati a pagamento lascia immaginare che l’Amministrazione comunale abbia pensato in anticipo ad azionare i necessari paracadute.

Quello che manca al Centro di Brindisi, dunque, è soprattutto l’attrattività, perché la circostanza che sabato sera il parcheggio di Piazzale Spalato presentasse qualche vuoto e che la navetta facesse la spola tra il parcheggio ed il Lungomare senza nessuno a bordo rappresenta la cartina al tornasole di come l’handicap principale non risieda certo nel nuovo Piano.

Con quanto sostenuto non si vuole certo negare l’esistenza di un problema legato alla carenza di parcheggi, perché se il Comune dovesse riuscire davvero ad instillare nella mente dei cittadini l’idea che parcheggiare fuori dal Centro rappresenta l’opzione più comoda, veloce ed economica, allora in quel caso i parcheggi a disposizione non basterebbero e le lamentele avrebbero ragione di esistere. Ma siccome in questo momento – almeno per quanto attiene le ore serali – sussiste il problema inverso, ovvero quello di occupare gli stalli e di far giungere gente in Centro, molte delle lamentele appaiono davvero frutto di strumentalizzazioni, sensazionalismo ed anche di una mentalità un po’ retrograda.

Andrea Pezzuto
Redazione
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