“IntoTheatreWild”, il racconto della natura senza filtri, al Congresso Nazionale di Speleologia

Nato durante i lontani mesi del lockdown quale riflessione profonda sulla relazione tra la creazione artistica e i suoi legami più intimi con la natura, il progetto “IntoTheatreWild, la serie”, approda all’importante Congresso Nazionale di Speleologia “La melodia delle grotte”, in programma a Ormea, centro dell’alta val Tanaro in provincia di Cuneo, dal 2 al 5 giugno 2022.

Il progetto di ricerca della compagnia INTI, ideato e diretto da Michela Cerini e Luigi D’Elia, è stato sostenuto in questa prima fase dal Teatro Pubblico Pugliese e dalla Regione Puglia nell’ambito della “Programmazione Custodiamo la Cultura in Puglia – Fondo speciale per cultura e patrimonio culturale (L. R. 40/2016) – art. 15 comma 3 Investiamo nel vostro futuro”, ed è stato sposato da un partenariato tra conservazione e valorizzazione del paesaggio che ne delinea lo spirito innovativo di ricerca: FAI Puglia, Federparchi Italia, Società Speleologica Italiana, Gruppo Speleologico Martinese, Riserva di Torre Guaceto, Riserva del Litorale Tarantino, Apulia Film Commission.

Il progetto è nato dalla lunga ricerca che Luigi D’Elia (autore, attore e artista a tutto campo) da oltre quindici anni conduce tra teatro e natura con il desiderio di fondere organicamente pratica artistica e attraversamento dei luoghi. Quest’ultimo approdo di sperimentazione, condiviso con Michela Cerini (consulente artistico creativo, fotografa e videomaker), è nato da una forte istanza di rinnovamento e riflessione rispetto al rapporto uomo-natura, creazione artistica-materia dell’arte, e ha condotto alla produzione di una miniserie di tre documentari, tre racconti video che hanno restituito tre luoghi ancora del tutto incontaminati della Puglia.

A Luigi D’Elia e Michela Cerini, che hanno curato la direzione artistica del progetto, si sono uniti altre due anime artistiche importanti della Puglia, Mirko Lodedo, compositore, autore e musicista, che ha composto direttamente negli ambienti sonori visitati, e Tommaso Qzerty Danisi, che ha curato la “presa” del suono nella maniera più naturale e sensibile possibile.

L’obiettivo è stato calare l’esperienza del teatro e della narrazione nella naturalità più intoccata dei luoghi, far incontrare nel vivo parola, gesti e natura, spogliando la creazione artistica di estetismi e convenzioni, cogliendo direttamente i racconti negli scenari più naturali, estremi e meno antropizzati della Puglia. Per fare questo autori e interpreti si sono calati e arrampicati, letteralmente, in tre situazioni diverse tra loro, due delle quali estreme e almeno singolari per il teatro: una lunga giornata a Torre Guaceto girata subito dopo il primo lockdown, due giornate vissute sulle cime degli alberi senza mettere i piedi per terra nella Riserva del Litorale Tarantino (Bosco Cuturi), un lungo pomeriggio passato nelle profondità di una grotta (Grotta di Nove Casedde in territorio di Martina Franca). Il risultato sono tre cortometraggi pilota, i primi di una lunga serie, nell’auspicio degli autori, che restituiscono la libertà dello spirito antico della natura in tre angoli speciali ed eletti della wilderness pugliese.

Presto i tre cortometraggi saranno visibili sul web e nei festival ma intanto l’esperienza di ricerca sarà raccontata il 3 giugno da Michela Cerini nell’ambito del XXIII Congresso Nazionale di Speleologia dal titolo quanto mai vicino al progetto: “La melodia delle grotte”. La visione dei cortometraggi e il racconto di Cerini saranno ospiti in particolare di una tavola rotonda dedicata alla “documentazione attraverso le immagini”, accanto a prestigiosi ricercatori del racconto della natura.

«Basta un colle, una vetta, una costa. Che fosse un luogo solitario e che i tuoi occhi risalendo si fermassero in cielo. L’incredibile spicco delle cose nell’aria oggi ancora tocca il cuore. Io per me credo che un albero, un sasso profilati sul cielo, fossero dèi, fin dall’inizio». Cesare Pavese – “I dialoghi con Leucò”

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