BRINDISI – Un nuovo appuntamento per Newspam.it, all’interno della società Enel Basket Brindisi.

Con i suoi 24 punti, è stato uno degli artefici della sofferta ‘rimontona’ contro Pesaro. E’ francese, classe ’89, ed è una ala-centro. In brevissimo tempo, è diventato l’idolo dei tifosi ed un vero trascinatore della NBB. Avete capito di chi si tratta? Sicuramente sì. Ladies and gentlemen (o, in francese, dames et seigneurs), parliamo di Amath M’Baye.

Amath, dal Giappone all’Italia. Sicuramente è una pallacanestro differente, più difficile. Hai fatto fatica ad abituarti?

“No, fatica non è il termine adatto. Ovunque tu giochi, in fin dei conti, il basket è il basket e devi essere sempre preparato a dare il meglio di te stesso, davanti a qualsiasi situazione ti capiti. I tre anni in Giappone sono stati importanti per la mia crescita, ma era arrivato il momento di giocare in Europa”.

Qual è la differenza tra il campionato giapponese e quello italiano?

“Le differenze di livello sono ovvie e davanti agli occhi di tutti. Non mi piace fare, però, paragoni. Mi sono trovato bene in Giappone ed altrettanto bene ora in Italia: sono contento di avere fatto queste scelte”.

Quando l’Enel ti ha chiesto di venire in Italia, hai avuto paura di metterti in gioco in una realtà differente da quella in cui eri abituato? Ci sono più pressioni qui…

“No, assolutamente. Paura mai, anzi, ero estremamente stimolato di venire a giocare in un campionato di livello come quello europeo ed italiano. Giocare davanti ad un pubblico caldo e competente è uno stimolo in più per fare bene in allenamento ed in partita”.

Cosa ti ha convinto a sposare il progetto di Nando Marino?

“A dire il vero, Brindisi mi seguiva già da almeno due stagioni, ma per alcuni motivi, alla fine, nelle passate stagioni, non se ne fece più nulla. Ho seguito durante l’ultimo anno la squadra brindisina e quest’estate, quando si è ripresentata l’opportunità, ho subito accettato. Mi hanno cercato e voluto con insistenza e questo mi ha onorato”.

Sei stato per tante giornate il miglior realizzatore della serie A. Ora sei secondo con una media di 20.4 punti a partita ed una valutazione di 22.3. Ti aspettavi questa tua esplosione in Italia?

“Non ho mai guardato al tabellino personale o allo sviluppo delle mie crescite, ora come ad inizio campionato. Tutto ciò che di bello viene è guadagnato, sempre mettendo in primo piano l’obiettivo collettivo di squadra. Mi fa, comunque, molto piacere essere lì in alto nella classifica marcatori”.

E ti aspettavi che coach Sacchetti ti desse così tanta fiducia sin da subito?

“Il coach è uno che ti fa giocare con libertà, esaltando le proprie qualità e doti naturali, quindi non importa se sbagli un tiro, ma è importante la scelta che prendi. Per questo, non ci abbattiamo neanche nei momenti duri, ma sappiamo sempre tirarci su”.

I tifosi, ora, si aspettano tanto da te. Senti questa pressione o ti stimola?

Mi fa molto piacere e mi stimola a migliorare giorno dopo giorno, attraverso il lavoro quotidiano. Spero di ripagar loro la tanta fiducia ed affetto che mi stanno dimostrando. Sono fantastici”.

Nelle ultime due partite, sei stato decisivo nel terzo periodo contro Pesaro. Questa discontinuità a cosa è dovuta?

“Le partite sono diverse e non puoi pretendere di segnare sempre con costanza, bisogna rendersi utili in tanti altri aspetti, a cominciare da quello difensivo o di assistenza ai compagni. Bisogna solo saper aspettare il momento giusto e che la partita venga da te, non il contrario”.

Prima Sassari, poi Pesaro. Due vittorie importanti. Nell’ultima, però, non avete giocato benissimo, ma avete vinto. Perché non c’è stata continuità con Sassari?

“L’importante, alla fine, è il risultato, perciò siamo contenti di aver reagito alla grande e di aver portato a casa una grande vittoria”.

Secondo te, la squadra gira bene e dà sostegno ai lunghi o dovete ancora lavorare sotto questo profilo?

“Tutti possiamo lavorare e migliorare, me compreso, per primo”.

Un difetto ed un pregio della squadra.

“Grande talento ed ogni tanto qualche distrazione”.

Un difetto ed un pregio del tuo coach Meo Sacchetti.

“Solo pregi, altrimenti non mi fa più giocare (ride, ndr)”.

Con quale compagno leghi di più?

“Siamo un gruppo coeso ed unito. Dire un nome sarebbe un torto per gli altri”.

Hai conquistato la medaglia d’argento agli Europei Under 20. Una grande emozione…

“Sì, è stato un bellissimo momento nella prima parte della mia carriera, che porterò sempre con me. Spero di averne tanti altri di quella portata”.

Cosa ti senti di promettere ai tifosi biancazzurri?

“Grande impegno e divertimento. Siete super! Forza Brindisi”.

Approfittiamo, per l’intervista, a fare i nostri migliori auguri ad Amath M’Baye, il quale ha compiuto 27 anni lo scorso 14 dicembre.

Tommaso Lamarina
Redazione

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