Inchiesta Colemi, è partito il processo a carico di Buccarella e Guadalupi

È partito a Brindisi il processo scaturito dall’inchiesta “Colemi”, condotta dalla Dda di Lecce e dalla Squadra Mobile di Brindisi. Sul banco degli imputati, davanti al tribunale di Brindisi in composizione collegiale, quattro persone. Tra loro Salvatore Buccarella, storico esponente di vertice della Sacra Corona Unita, collegato in videoconferenza dal carcere di Oristano, e Pietro Guadalupi, ex presidente del Consiglio comunale di Brindisi e imprenditore di Tuturano, presente in aula perché ai domiciliari. Secondo la ricostruzione della Dda, Buccarella avrebbe cercato di riaffermare la propria leadership sulla frangia dei “Tuturanesi” della Sacra corona unita, attraverso presunte richieste estorsive e contatti con altri esponenti della criminalità organizzata. Per lui l’accusa è di associazione mafiosa, il 416 bis. Guadalupi, invece, deve rispondere di concorso in estorsione. Secondo gli inquirenti avrebbe svolto il ruolo di intermediario tra alcuni uomini del clan e un imprenditore, nell’ambito di una richiesta di denaro di 500 euro. Una ricostruzione che l’ex politico ha respinto, sostenendo di aver agito per paura e di essere, a sua volta, una vittima. A processo anche Antonio e Giuseppe Caliandro, padre e figlio. Sono imputati di favoreggiamento e, allo stesso tempo, risultano persone offese per un episodio di estorsione. La prima udienza è stata dedicata soprattutto a questioni tecniche. Il collegio ha accolto una richiesta della difesa di Guadalupi, disponendo l’espunzione di alcuni atti dal fascicolo del dibattimento. Il processo entrerà nel vivo nelle prossime udienze. Il prossimo appuntamento è fissato per il primo ottobre, quando sarà conferito l’incarico al perito per le trascrizioni delle intercettazioni.

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