Le istituzioni cittadine toccano in questi giorni uno dei punti più bassi della loro storia recente.
Dopo le parole di profondo equilibrio e alto senso civico pronunciate da Monsignor Giovanni Intini in occasione della festa patronale, ci saremmo aspettati ascolto e rispetto.
Invece, il Sindaco ha scelto la via peggiore ma se vogliamo, più subdola: nascondersi dietro il proprio assessore ai Servizi Sociali, lanciando un attacco politico e istituzionale alla Chiesa di Brindisi senza precedenti nella storia della nostra città.
Un’uscita scomposta che conferma una deriva pericolosa: questa amministrazione, incapace di gestire la cosa pubblica e cronicamente latitante sotto ogni punto di vista, prova a tappare la bocca e a delegittimare chiunque osi denunciare i fallimenti politici, ergendosi a censore di chi opera ogni giorno per il bene comune.
È paradossale che a fare la morale alla Chiesa – che supplisce quotidianamente alle voragini del welfare locale grazie al volontariato e alla Caritas – sia un’amministrazione comunale che fallisce drammaticamente sui bisogni primari dei cittadini. Basti guardare alla situazione vergognosa in cui versano le case popolari a Brindisi: una gestione del tutto deficitaria dove la dignità umana viene calpestata ogni giorno.
La realtà dei fatti è sotto gli occhi di tutti:
Famiglie intere e aventi diritto che attendono anni o forse tutta la vita per un abitazione o che, esasperate dalle condizioni igienico-sanitarie fatiscenti e precarie degli alloggi assegnati, arrivano al punto di rinunciare alla casa popolare, preferendo drammaticamente vivere in auto piuttosto che in tuguri indegni di un Paese civile.
Cittadini disabili costretti a subire l’assegnazione di alloggi ai piani alti di palazzine prive di ascensore o, peggio ancora, con ascensori perennemente fuori uso, ritrovandosi di fatto sequestrati e imprigionati all’interno delle proprie abitazioni.
Ciò che fa più specie e che apre a scenari bui è la logica che sta dietro a tutto questo: se oggi si ha il coraggio di attaccare la Chiesa e i suoi volontari, domani si farà altrettanto con qualsiasi associazione di volontariato o realtà sociale locale, colpevole solo di permettersi di dire qualcosa che non va o di denigrare l’operato di questa amministrazione.
È un precedente di terrorismo psicologico che è davvero inquietante per la democrazia e la libertà d’espressione nella nostra città.
Chi governa Brindisi vorrebbe imporre il silenzio attraverso l’intimidazione istituzionale.
Mentre il Sindaco latita e il suo esecutivo pensa a distrarre l’opinione pubblica attaccando la Chiesa, la città affonda tra degrado, abbandono e sprechi di risorse pubbliche in eventi autoreferenziali.
Chiediamo scusa alla Chiesa nazionale e a quella di Brindisi per questo scivolone istituzionale indegno della nostra comunità.
Invitiamo il Sindaco a uscire dal silenzio, a chiedere scusa alla cittadinanza per lo stato disastroso in cui versa l’edilizia residenziale pubblica e a occuparsi finalmente dei problemi reali dei brindisini, invece di usare la giunta per scagliare pietre contro chi, a differenza della politica, i problemi delle persone li risolve ogni giorno e soprattutto in silenzio.
Dott. Gianluca Quarta














































Con questo sindaco abbiamo davvero toccato e raschiato il fondo del barile. Mai vista un sindaco tanto inutile quanto dannoso.