Il Consorzio di Torre Guaceto risponde fornendo la sua ricostruzione dei fatti

BRINDISI – Riceviamo e pubblichiamo la ricostruzione dei fatti del Consorzio di Torre Guaceto seguente il nostro articolo pubblicato stamani, il quale si limitava a riportare la realtà oggettiva dei fatti (non smentita, in sostanza, dalla replica del Consorzio), senza addebitare colpe a nessuno, ma solo volendo stigmatizzare gli accadimenti. La ricostruzione non è falsa, si richiede pertanto al Consorzio di rispettare il diritto di cronaca, soprattutto se esercìto asetticamente come nel caso in oggetto. Inoltre, l’articolo non contiene invito alcuno ad infrangere il divieto di transito, viceversa si pone l’obiettivo di tutelare le parti in causa, invitandole a risolvere una situazione al momento ambigua.

 

“Per dovere di correttezza, si invita alla diffusione della nota con la massima tempestività.
Il Consorzio di Gestione di Torre Guaceto, chiamato in causa suo malgrado in un articolo comparso sulla testata giornalistica online Newspam, si vede costretto a ristabilire la verità su quanto ivi erroneamente riportato.
Nell’estate 2017, Anas ha interdetto il traffico veicolare dei mezzi non autorizzati nel tratto che va dal ponte di Punta Penna Grossa alle spiagge, ai fini di scongiurare anche un impatto antropico eccessivo sugli habitat della Riserva Naturale dello Stato e Area Marina Protetta.
Solo successivamente, nel 2018, privati hanno presentato una Scia al Comune di Carovigno per aprire un parcheggio in un’area che, localizzata all’interno del Sito di Importanza Comunitaria Torre Guaceto-Macchia San Giovanni, impone ai potenziali utenti la violazione della su citata ordinanza Anas, essendo localizzato ai piedi del ponte.
Il Comune di Carovigno ha, poi, sospeso la Scia e, successivamente, a seguito di ricorso da parte dei privati, il Consiglio di Stato ha sospeso l’azione dell’ente comunale e rimandanto al Tar di Lecce, che aveva già rigettato la richiesta dei privati, ogni valutazione di legittimità, che, per forza di cose, non potrà che avvenire a stagione estiva già conclusa.
Occorre ricordare che nessuna sospensiva permette di andare in deroga alla normativa vigente in termini di autorizzazioni, senza le quali nessuna attività può essere svolta.
Tant’è che da ultimo, il Comune di Carovigno in presenza di quanto rappresentato dai privati ha chiesto ad Anas di eliminare o sospendere temporaneamente la propria ordinanza, ma quest’ultimo Ente ha risposto che non sussistono sufficienti motivazioni per procedere in tal senso.
Piccolo passo indietro: a partire dal mese di giugno, per far sì che la gente rispetti i divieti imposti da Anas, il Comune di Carovigno ha finanziato un’attività portata avanti dalla locale sezione di Protezione Civile al fine di sensibilizzare gli utenti circa la necessità che le norme del Codice della Strada siano coscientemente rispettate. L’ausiliario citato nell’articolo di Newspam altro non è che un volontario dell’Associazione Carovignese, il quale, lungi dall’imporre agli automobilisti di parcheggiare nell’area gestita dal Consorzio per conto del Comune di Carovigno, informa del divieto imposto da Anas.
Dunque, si rammenta che chi percorre il ponte in direzione spiagge con un mezzo non autorizzato, viola le disposizioni e rischia la multa.
Nell’articolo, si legge, inoltre, che “uno dei due trenini che partono dal parcheggio del Consorzio si ferma qualche decina di metri prima rispetto all’ingresso della spiaggia”.
Anche qui occorre precisare.
Il parcheggio del Consorzio di Gestione di Torre Guaceto è esclusivamente quello a destra della stradina che conduce alla nota struttura ricettiva, come indicato anche da apposita segnaletica e cartellonistica. Per inciso, l’area posta difronte a questo nulla ha a che fare con l’ente. Dal parcheggio del Consorzio parte un solo trenino, autorizzato dagli Organi preposti, e che lascia gli utenti all’ingresso per la spiaggia di Punta Penna Grossa.
Quanto all’attività svolta dall’altro, l’articolista farebbe bene a chiedere lumi al preposto Ufficio del Comune di Carovigno.
Diffondere notizie false e strane ricostruzioni dei fatti, non fa altro che ingenerare confusione tra gli utenti della Riserva, ai quali, certamente, non si rende un servizio apprezzabile laddove li si incoraggi a infrangere le regole e i divieti di cui al Codice della strada, esponendoli al rischio delle previste sanzioni.
Per chiudere, ai fini di tutelare sempre maggiormente l’area protetta, il Consorzio di Gestione di Torre Guaceto ha avviato le procedure amministrative necessarie per l’ampliamento della stessa. Per questa ragione ha acquistato il terreno nel quale attualmente svolge attività di parcheggio e nel quale sorgerà la Porta della Riserva con i servizi ai fruitori, progetto approvato e finanziato dal Ministero dell’Ambiente. Ma non solo, in questa ottica, l’Ente ha avviato la rinaturalizzazione delle aree interne al Sic Torre Guaceto-Macchia San Giovanni, e, quindi, abbandonato il terreno nel quale fino ad alcuni anni addietro svolgeva attività di parcheggio.
La finalità è, ovviamente, la migliore tutela e protezione degli habitat e della fauna della Riserva.
Va da sé che attività che siano in contrasto con l’obiettivo generale dell’abbassamento dell’impatto antropico sull’area protetta e con la riforestazione del Sic non siano auspicabili”.
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