GIRA LA RUOTA (Cento, cento, cento…)

Facciamo il punto della situazione. Anche se in data 16 dicembre le notizie diffuse hanno rappresentato alcune difficoltà in merito all’organizzazione e alla “posa in opera” dei nuovi pilastri legislativi.

Quota 100 significa in sostanza la modifica  alla legge Fornero, ed introduce un nuovo meccanismo di uscita dal mondo del lavoro.

Significherà, in linea generale che, al compimento dei 38 anni di contributi e dei 62 anni anagrafici (al 31.12.2018), si completerà il tragitto lavorativo,avendo raggiunto appunto la “quota 100”, offrendo il beneficio del pensionamento.

Tale requisito, non pone veti circa l’età anagrafica, difatti, potrannoriscontrarsi coefficienti pari a 101, 102, 103 e 104 in presenza comunque dei 38 anni contributivi, qualora queste condizioni contributive si concretizzino successivamente al dicembre 2018.

“La Ruota” sarà articolata su 4 finestre annuali:

– raggiungimento requisito entro il 31.03.2019 con primo assegno pensionistico in aprile;

– raggiungimento requisito entro il 30.06.2019 con primo assegno pensionistico in luglio;

– circostanze positive del successivo trimestre in ottobre 2019 e successivamente in gennaio 2020.

Per i lavoratori del settore pubblico, chiamati a dare preavviso di 6 mesi, la prima finestra mobile si concretizza al 1° luglio 2019.

L’INPS dovrà emettere una circolare esplicativa tenendo conto la legge Fornero e dei paletti in essa introdotti.

Il Presidente Conte, da par suo, si dice fiducioso sulla ipotesi che circa 400mila lavoratori potrebbero uscire dal mondo del lavoro e sul contestuale ingresso di giovani al loro posto.

Mi soffermo un attimo su questo possibile scenario: è mio personale pensiero che, quanto auspicato dal Presidente Conte, potrà avverarsi ma soltanto mettendo in atto provvedimenti che vietino nella maniera assoluta la reintegrazione al lavoro dei nuovi pensionati!

Sono stato e, lo sono ancora, testimone di vari rapporti di lavoro rinnovati,con personale pensionato,presso la medesima azienda dalla quale dipendeva.Dunque è questa la mia preoccupazione: se detto fenomeno si è verificato in passato, con estrema facilità, non vedo come possa concretizzarsi il cambio generazionale in considerazione peraltro, della italica sicurezza del “meglio un usato garantito” che altro su cui investire. (almeno parlando di manodopera)

Tornando al tema:

Conviene pensionarsi a quota 100?

Chi è stato fortunato ed ha cominciato a lavorare ed è stato regolarmente denunciato da giovanissimo, sembrerebbe di no! Infatti in questo caso converrebbe aderire alla formula di pensionamento anticipato, essendo vicino al traguardo, che è basato sui contributi versati e non sull’età.

Viceversa chi ha iniziato a lavorare intorno ai 30 anni, la quota 100 potrebbe essere presa in considerazione ma deve fare attenzione alla possibile decurtazione dell’assegno pensionistico.

Molto probabilmente, infine, chi ha iniziato a lavorare e contribuito intorno ai 22/25 anni di età, potrebbe uscire in anticipo dal lavoro, anche 5 anni prima del previsto, con un taglio dell’assegno del 25%.

Dunque, i nuovi pensionati, ne sono convinto, si rimetteranno alla ricerca di una nuova occupazione per reintegrare il proprio reddito. Scommettiamo dove?

Rag. Giancarlo Salerno

Via Giovanni XXIII n. 13/B

Cell. 347/6848604

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO