La MONTEL Srl non è un’azienda in crisi per colpa del coronavirus, anzi il lavoro con la committenza ENEL, non gli manca proprio, tant’è che i lavoratori anziché 8 ore di lavoro al giorno ne svolgono abitualmente 10. La salute e la sicurezza, gli infortuni nei pronti interventi quotidiani per assicurare l’erogazione della corrente elettrica nella rete territoriale sono all’ordine del giorno. La mancata osservazione e rispetto delle norme sui tempi di riposo da un turno all’altro, la reperibilità sregolata, che spesso viene scambiata con strambe compensazioni di ferie, riposi e lavoro ordinario anziché straordinario, causa stress pericolosissimi ai lavoratori che manipolano cavi ed impianti di alta tensione elettrica. La mancata corresponsione dei buoni pasti come previsto dalla contrattazione collettiva, insieme alla mancata attribuzione dei giusti livelli arrecano un danno economico notevole al reddito dei lavoratori e delle loro famiglie. I lavoratori non ne possono più, nonostante numerose assemblee ed incontri in azienda ed in Confindustria, la proprietà continua a fare promesse di rispetto delle norme e contratti, ma puntualmente le disattende. La FIOM CGIL Brindisi insieme ai delegati sindacali e agli iscritti dichiara lo stato di agitazione per porre un freno agli abusi ed alle violazioni contrattuali. La FIOM CGIL lotta per la difesa delle condizioni materiali dei lavoratori senza alcuna intenzione di far chiudere le aziende. Ma al contempo le aziende sono obbligate ad osservare le norme ed i contratti, specie quando sono titolari di appalti importanti con committenze di pubblico interesse. Arrivati a questo punto o la MONTEL SRL cambia registro rispettando i diritti dei lavoratori o le maestranze saranno costrette ad esercitare il diritto di sciopero sapendo a quali disaggi e disservizi si andrebbe incontro non certamente per colpa dei lavoratori maltrattati da una direzione purtroppo sorda e cieca alla condizione dei suoi preziosissimi qualificati dipendenti.
Angelo Leo Segretario Generale FIOM CGIL Brindisi










































