Lo ha deciso oggi la Struttura di missione della ZES, accogliendo la proposta presentata dalla società *Iniziative San Domenico s.r.l.*.
I lavori dovranno iniziare entro un anno e concludersi entro tre anni dall’avvio. Conoscendo la caparbietà della famiglia Melpignano, penso e spero che possano riuscirci anche in tempi più rapidi.
Il provvedimento rappresenta un via libera importante, che consente di trasformare un’area degradata in uno spazio di grande bellezza e qualità, all’interno di un programma di rigenerazione urbana, di interesse pubblico e di tutela ambientale.
Resta il rammarico per il fatto che un’iniziativa di questo valore non sia stata approvata direttamente dal Comune di Fasano, come invece accadde nel 2000 per quasi tutte le strutture turistico-alberghiere della città.
Oggi, purtroppo, le iniziative economiche possano contare sempre più spesso solo sul procedimento ZES e sulla sua Struttura di missione, cui va riconosciuto l’ottimo lavoro di supplenza rispetto alle inerzie e alle timidezze delle burocrazie comunali e delle più varie autorità, talvolta rese con pareri arbitrari e privi di adeguata giustificazione giuridica, come in questo caso.
Sono convinto, tuttavia, che sia sempre meglio recuperare ciò che è stato abbandonato piuttosto che consumare nuovo suolo. E a maggior ragione quando si tratta di un progetto che serve anche l’interesse pubblico e rafforza le grandi ragioni di una potenza turistica di qualità come la Puglia.
Fabiano Amati
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