F. Fontana: grande partecipazione al convegno “Intelligenza artificiale e giustizia”

Grande partecipazione e vivo interesse per il convegno “Intelligenza artificiale e giustizia”, svoltosi ieri presso la Sala Belvedere del Castello Imperiali, promosso dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Brindisi in collaborazione con il Comune di Francavilla Fontana – Assessorato al Contenzioso.

Un tema di straordinaria attualità, che interroga in profondità il mondo del diritto e, più in generale, l’intero sistema della giustizia.

Di grande spessore le relazioni dei due autorevoli relatori.

Il dott. Luca Caputo, magistrato del lavoro presso il Tribunale di Trani, ha illustrato i contenuti della Legge n. 132/2025 in materia di intelligenza artificiale, soffermandosi anche sui primi pronunciamenti giurisprudenziali che hanno evidenziato i rischi connessi ad un uso non corretto degli strumenti algoritmici nel processo.

L’avv. Gianpiero Iaia, Presidente del Consiglio Distrettuale di Disciplina, ha invece approfondito i profili deontologici, richiamando l’attenzione sugli obblighi – oggi ancora più stringenti – di competenza, consapevolezza e controllo che gravano sugli avvocati nell’utilizzo delle tecnologie basate sull’intelligenza artificiale.

La disciplina normativa si muove chiaramente lungo una prospettiva antropocentrica, valorizzando quella che potremmo definire una vera e propria “riserva di umanità” nel funzionamento della giustizia: l’innovazione tecnologica è ammessa e incoraggiata, ma sempre nel quadro di una responsabilità umana piena e non delegabile.

In questa prospettiva, l’intelligenza artificiale può certamente rappresentare un prezioso strumento di supporto per la professione forense, capace di migliorare l’accesso alle informazioni, la ricerca giuridica e l’organizzazione del lavoro.

Ma non potrà mai sostituire l’avvocato, perché il processo è, prima di tutto, un fatto profondamente umano.

Nessuna macchina potrà infatti cogliere fino in fondo – come l’uomo stesso – la complessità, le sfumature e le contraddizioni della condizione umana che emergono nelle vicende giudiziarie e che costituiscono il vero terreno sul quale il diritto è chiamato ad operare.

La grande partecipazione dei colleghi dimostra quanto sia avvertita l’esigenza di conoscere a fondo questa trasformazione, che rappresenta al tempo stesso una sfida, un’opportunità e anche una possibile insidia per tutti gli operatori della giustizia.

Un ringraziamento al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Brindisi, ai relatori e a tutti i partecipanti per la qualità dell’incontro e per il contributo offerto alla riflessione su un tema destinato a segnare profondamente il futuro della professione forense.

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