BRINDISI – La questione rifiuti, a Brindisi, si è trasformata da emergenza in incubo. Sequestrate le discariche di Autigno e di via Pandi per presunti illeciti penali che hanno decretato la fine anticipata del mandato dell’ex sindaco Consales e che hanno procurato rilevanti danni ambientali alla falda (c’è il concreto rischio che il percolato raggiunga la riserva di Torre Guaceto), adesso non si riesce a venire a capo in nessun modo della situazione inerente il servizio di nettezza urbana. Le condizioni sono divenute oramai insostenibili ed affiorano seri rischi per la salute dei cittadini.
Pensavamo di aver già raggiunto i livelli più deteriori per una comunità con le vicende che hanno interessato le discariche, invece, con la questione della raccolta dei rifiuti, si sta riuscendo nell’impresa di raschiare il fondo del barile.
Da quando l’Amministrazione Consales decise di liberarsi della Monteco ed affidarsi con un’ordinanza sindacale alla Ecologica Pugliese, la situazione, da precaria, è divenuta drammatica. I cittadini, oltre ai rischi per la loro salute, pagano anche la Tari più alta d’Italia; il Comune, da qualche tempo, pare aver compreso che non è più tempo di giocare con il fuoco e sta provando in tutti i modi di risolvere il problema delle discariche e, soprattutto, quello della (i)nettezza urbana. Riguardo questo ultimo filone, il Comune di Brindisi sembra essere rimasto vittima di un sortilegio. Bloccata dai ricorsi amministrativi la gara decennale, nel maggio scorso, a seguito della scadenza dei termini dell’affidamento in proroga del servizio di raccolta dei RSU a Ecologica Pugliese, il Commissario straordinario Castelli aveva trovato un’intesa per affidare il servizio ad Amiu, società per azioni partecipata dal Comune di Bari e da quello di Foggia, la quale, già affidataria della discarica di Autigno, su spinta di Emiliano era stata convinta ad intraprendere un discorso organico e di ampio respiro con il Comune di Brindisi. Quando tutto sembrava definito, è arrivata la doccia fredda: la società ha infatti comunicato di essere impossibilitata a fornire il servizio per problemi tecnici contingenti al periodo estivo. Le parti si sono ripromesse di ridiscuterne ad ottobre.
L’amministrazione comunale di Brindisi, così, delusa e logora dall’atteggiamento di Ecologica Pugliese ha deciso di indire una gara ponte biennale, alla quale hanno poi partecipato tre aziende, una delle quali è proprio Ecologica. Per estromettere la stessa, il Comune ha deciso di usare una fictio iuris, ovvero di prevedere l’utilizzo di mezzi immatricolati dal 1° gennaio 2015, consapevole che quelli di Ecologica sono datati 2014. Risultato? Scontato: ricorso al Tar da parte di Ecologica, che riesce ad ottenere la sospensione della gara biennale per irragionevolezza della richiesta del Comune ed un rinvio a gennaio prossimo per la discussione nel merito.
Il Comune, però, non si è arreso: ha chiesto ad Ecologica di definire contrattualmente il rapporto fumoso ed aleatorio tra le parti, da sempre disciplinato da un’ordinanza sindacale che non può contenere una definizione cogente degli impegni tra le parti. Come condizione, però, il Comune ha richiesto il raggiungimento del 58% della quota di raccolta differenziata. Ecologica ha ritenuto assurda la richiesta e non ha firmato. Il Comune, allora, è ricorso ad una procedura negoziata interpellando alcune aziende pugliesi, tra le quali ha scelto Ecotecnica. Il sindaco , con ordinanza, ha affidato il servizio all’azienda leccese; tutto risolto? Niente affatto: Ecologica ricorre al Tar che sospende l’ordinanza sindacale, dando ragione ad Ecologica sulla irragionevolezza della richiesta del Comune.
Arriviamo così alla revoca odierna dell’affidamento del servizio ad Ecologica; la domanda che sorge spontanea è “cosa cambierà adesso?”. Verrebbe da rispondere “un bel niente”, perché, in attesa di una soluzione, il servizio rimarrà in capo all’azienda barese.
Per risolvere la questione, una delegazione capeggiata dal sindaco si è recata a Bari per incontrare il Presidente di Amiu, nonché Commissario della neonata Agenzia regionale dei rifiuti, per discutere di discariche e di servizio di raccolta dei RSU, magari con la speranza di convincere Amiu a rivedere la sua posizione di chiusura verso Brindisi.
Abbiamo così raggiunto telefonicamente Grandaliano, Presidente di Amiu e Commissario dell’Agenzia regionale, per conoscere gli esiti dell’incontro, seppure lo stesso, a breve, non rivestirà più la carica di presidente della società partecipata dai comuni di Bari e Foggia per incompatibilità tra le due cariche.

Presidente, conferma di aver ricevuto una delegazione del Comune di Brindisi? Qual è stata la ragione della visita?

“Si, ci siamo incontrati pochi giorni fa. In realtà li ho accolti in veste di Commissario dell’agenzia regionale dei rifiuti più che in quella di Presidente di Amiu. Abbiamo discusso del redigendo bando di gara per la messa in sicurezza della discarica di Autigno. A latere dell’incontro, poi, si è parlato anche delle difficoltà incontrate dall’amministrazione comunale riguardo il servizio di nettezza urbana”.

La Regione ha stanziato 750.000 Euro per Autigno. Finisce qui l’impegno dell’Ente (per rimettere in funzione l’impianto vi è bisogno di circa 10 milioni di Euro)?

“Stiamo lavorando per reperire ulteriori fondi regionali rivenienti da vecchie poste di bilancio, ma sono sempre somme finalizzate alla sola messa in sicurezza della discarica”.

Come Agenzia regionale non avete ancora pensato a soluzioni risolutive del problema? L’unico intervento all’orizzonte è quello “tampone” su Autigno?

“Siamo in una fase di analisi e valutazione. Per ora siamo focalizzati sul recupero della discarica di Autigno. Poi penseremo agli altri interventi”.

Passando dal suo ruolo di commissario a quello di presidente di Amiu, è ipotizzibile un vostro coinvolgimento, oltre che nella gestione della discarica di Autigno, anche nel discorso della raccolta dei RSU nel Comune di Brindisi?

“Assolutamente no, nel senso che noi, come politica aziendale, non siamo interessanti a gare ponte e ad interventi tampone; ogni tipo di situazione transitoria non ci interessa. Noi non partecipiamo a gare: se il Comune di Brindisi è interessato a discutere con noi, facesse come ha fatto il Comune di Foggia (che è divenuto socio di Amiu ndr). Detto ciò, io mi rimetto al volere dei soci, pertanto se il sindaco di Bari dovesse decidere che Amiu debba intervenire a Brindisi, noi lo faremmo”.

Emiliano può avere un ruolo in questo?

“Sono scelte politiche sulle quali non posso risponderle personalmente”.

Come mai nel maggio scorso accettaste la proposta del Commissario Castelli, salvo poi tirarvi indietro una volta insediata la Giunta Carluccio?

“A maggio le condizioni erano differenti rispetto alla situazione odierna. Ripeto, non siamo interessati a situazioni transitorie”.

Che dire? Risposte certe era difficile riceverne per due ordine di motivi: il primo, è che finché la Regione Puglia non reperirà le risorse necessarie, l’Agenzia regionale dei rifiuti sarà un fodero senza spada; il secondo, è da ricondurre alla transitorietà del ruolo di Presidente di Amiu di Grandaliano e ad una volontà politica preminente in queste scelte. Facile dedurre che l’avvento dell’amministrazione Carluccio abbia arrestato qualsiasi operazione “interventista” messa in atto dal Governatore Emiliano nel corso della trascorsa campagna elettorale.
Come disse Eduardo De Filippo: ha da passà ‘a nuttata. Certo è, però, che ai brindisini pare piaccia proprio brancolare perennemente nel buio.

Andrea Pezzuto
Redazione

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