SAN VITO DEI NORMANNI – “Sono costretto a dimettere quattro ragazzi sanvitesi con gravi disabilità e privi di adeguato riferimento familiare per i quali, da quasi due anni, a seguito di un cambio di dirigenza dell’Asl, la posizione è ritenuta illegittima e pertanto nessuno provvede al pagamento della retta”.

A scriverlo, in una lettera indirizzata al sindaco di San Vito Mimmo Conte ed all’intero consiglio comunale, è il legale rappresentante della Cooperativa Sociale Onlus “Eridano”, dottor Francesco Parisi. Cooperativa che – come si legge sul sito – “nasce a Brindisi nel 2006 con l’obiettivo di promuovere una cultura di integrazione fra persone normodotate e diversamente abili attraverso la realizzazione di progetti e la creazione di contesti sociali e lavorativi in cui sia possibile cooperare ed interagire”.

“La comunità che ho l’onere di gestire – prosegue la lettera – ospita questi 4 ragazzi di Sam Vito e, nel caso del Comune di San Vito, che non può non riconoscere la legittimità dell’inserimento in questo Ente inviante, è da rilevare, oltre che la ‘non volontà’ di sanare la questione, l’impossibilità di provvedere alla propria quota parte in quanto nell’ultimo bilancio approvato si è svuotato il capitolo di spesa destinato al ‘dopo di noi’ per dirottarlo non si sa dove. L’insostenibilità della situazione, oltre che questioni di responsabilità, mi impediscono di lasciare che un tale stato di cose si protragga e, pertanto, sono costretto a dimettere questi ragazzi potendo prevedere gli esiti traumatici della fuoriuscita dalla comunità ma non quelli imperscrutabili delle commissioni che senza conoscerli disporranno il loro futuro.Tutto questo – prosegue Parisi – non è dignitoso. Non è dignitoso per i ragazzi, non è dignitoso per noi che viviamo il nostro lavoro come missione e loro come famiglia; non è dignitoso per una società che vuole dirsi civile e vive, invece, una realtà di così grave abbandono ed emarginazione sociale. Io non voglio fornirvi suggerimenti o indicazioni rispetto alle azioni che potreste intraprendere per tutelare i diritti inalienabili di questi ragazzi, ma vi invito per una volta a fare appello alla vostra dignità rispetto al ruolo che ricoprite e ad esercitare appieno il mandato di servizio che ci è stato assegnato anche e, soprattutto, rispetto a queste persone”.

Redazione

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