“Noi ci stiamo impegnando con grande determinazione per assicurare che la decarbonizzazione, a Brindisi e a Civitavecchia, sia un processo “indolore” per i territori e ci stiamo riuscendo: ci sono tantissime imprese che si sono fatte avanti per investire. Tante, tantissime. Solo una è non pervenuta: Enel. Ora, se Enel pensa di scaricare tutto sullo Stato, per esempio su Gse, si sbaglia di grosso. Innanzitutto, è bene che si ricordi che ha l’obbligo di smantellare gli impianti senza lasciare alcuna traccia. Quanti soldi ci vogliono per questa operazione? Li ha stanziati nel suo bilancio? Proprio per questo, chiederò al Ministero se Enel, nei suoi documenti finanziari, ha riservato un capitolo di spesa proprio per le operazioni di smantellamento dello stabilimento e ripristino dei luoghi. Mi domando se l’abbia fatto, ma anche se i suoi azionisti siano a conoscenza delle ingentissime risorse che saranno necessarie. Lo verificherò”.













































Chi supporterà i costi da risarcire ( circa 500 milioni di euro l’anno) per emissioni di inquinanti sui terreni adiacenti la centrale per oltre 400 ettari? Chi risarcisce i familiari delle vittime avute per tumori? Caro onorevole anche queste sono battaglie da fare