La prima grande vittoria delle donne è stato il diritto di voto nel lontano 1946.

Dopo poco tempo, le donne entrarono a far parte, finalmente,  – con collaborazioni concrete – alla stesura di leggi ed anche come componenti delle Commissioni decisionali del campo economico e fiscale.

Tuttavia, il loro percorso, è stato sempre complesso, forse anche ostruito, tanto è vero che soltanto nel 2006, il Parlamento Italiano registrò il più ampio esordio di rappresentanti di sesso femminile.

Dal diritto di voto datato 1946, si passò, con la Costituzione Italiana, al riconoscimento del diritto di accedere negli uffici pubblici ed alle cariche elettive in condizioni di uguaglianza.

Negli 50 e 60 vennero alla luce disposizioni che tutelavano le lavoratrici madri quali ad esempio, il divieto di licenziamento durante il periodo di gravidanza e del dopo parto.

Nel 1960 le donne vissero una importantissima conquista quale la possibilità di accedere alla carriera diplomatica e prefettizia.

Dagli anni 90 è diventata possibile anche la carriera militare.

Diverse leggi, riguardanti il diritto di famiglia, hanno maggiormente salvaguardato la donna e, l’instaurazione degli asili nido e dei consultori ne fanno fede.

A metà degli anni 90 la violenza sulle donne si trasformò da reato contro la morale a reato contro la persona. Ancor più recente è la legge sullo stalking.

Ma che promettevano i partiti nella recente consultazione?

 




IL CENTRO DESTRA

Il motto “Non donne ma madri” coniato da Forza Italia racchiudeva il progetto di sostentamento alla famiglia (tradizionale), con straordinari premi per la natalità ed asili nido gratuiti; assegno per il nucleo familiare più consistente ed in proporzione al numero dei figli; riconoscimento pensionistico delle madri. La Lega ha promesso di destinare ingenti fondi per garantire asilo nido. Fratelli d’Italia, restando sul tema, auspicava l’apertura degli asili anche d’estate. Incentivi alle aziende che assumono neomamme o donne in età fertile.

LIBERI E UGUALI

Promettevano più consultori e meno medici obiettori; annullamento del divario salariale tra uomini e donne; programmi scolastici con materie riguardanti l’educazione affettiva, sessuale e sue differenze; corretta applicazione della legge 194; contrasto alla violenza sulle donne.




CENTRO SINISTRA

Incentivare l’occupazione femminile con un programma di conciliazione dei tempi di vita e lavoro. Il PD prometteva un sostegno economico di € 400 per acquistare, per i primi tre anni di vita del figlio, servizi vari.

Un programma particolare prevedeva per le donne-madri-lavoratrici incentivate a spendere in servizi di cura della persona al rientro dalla maternità obbligatoria, rinunciando alla retribuzione del 30% prevista per il congedo facoltativo . Proponevano un aumento dei giorni di congedo in favore dei padri.

+ EUROPA

La Bonino, nel suo programma inseriva contributi in favore della formazione ed incentivi ai congedi parentali.  Specifica formazione alle forze dell’Ordine e del personale sanitario in tema di vittime della violenza in genere. Educazione sessuale nelle scuole e contrasto all’omofobia ed alla transfobia. Inoltre proponeva il superamento del congedo di maternità in favore del congedo parentale al quale, potevano accedere sia le madri che i padri.

MOVIMENTO 5 STELLE

Il programma del Movimento 5 Stelleè stato suggerito dagli iscritti e militanti sul sistema telematico “Rousseau” racchiudendo in vari capitoli le proposte elettorali tra le quali quello dedicato all’idea dei rimborsi per asili nido, pannolini e baby sitter e l’innalzamento dell’importo detraibile in caso di assunzioni di colf e badanti. Nel paragrafo dedicato alla salute la parola donna appare solo una volta. Sulla questione relativa alla parità dei trattamenti economici per entrambi i sessi non ne fanno menzione. Tuttavia era stata presentata proposta di legge.

POTERE AL POPOLO

Nel tema riprendevano un vecchio ma sempre attuale tema del movimento femminista: parità di diritti, salari, accesso al mondo del lavoro a tutti i livelli e mansioni a prescindere all’identità di genere  e orientamento sessuale, rimarcando la necessità di individuare misure correttive al doppio peso delle donne “riproduttivo e produttivo”

CASAPOUND

Annessione della Libia.  Nei dieci punti presentati assenti i progetti per i diritti di famiglia.

Rag. Giancarlo Salerno

Via Giovanni XXIII n. 13/B

Cell. 347/6848604

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