Erano gli anni ’50 e l’America era segnata dal boom economico e dal consumismo. Contemporaneamente, nasceva una delle correnti artistiche più dirompenti e innovative del Novecento, la Pop art: colorata, diretta e ironica, che trasformava gli oggetti comuni, le pubblicità del tempo e volti noti in vere opere d’arte che avevano uno sprint in più. Dal linguaggio nuovo e spesso non compreso, questa nuova corrente raccontava la contraddizione per eccellenza, mettendo il colore dove, storicamente, non c’era.
Affonda le sue radici a Londra, dove l’Independent Group cominciava a sperimentare con immagini della cultura popolare, ma esploderà negli Stati Uniti, a New York.
A capitanare la nuova arte. Sono Andy Warhol e le sue lattine di Campbell’s Soup e i ritratti di Marilyn Monroe, Roy Lichtenstein com le tavole ispirate ai fumetti, Claes Oldenburg con le sculture monumentali di oggetti di uso quotidiano che definiscono una nuova estetica.
Lo scopo è quello di elevare il banale rendendolo un simbolo perchè, un po’ come il marketing pubblicitario di oggi, gli oggetti di uso quotidiano sono dei simboli a tutti gli effetti.
In Italia la Pop Art arriva un po’ in ritardo ma si innesta subito trovando terreno fertile perché le influenze americane avevano già fatto parte del lavoro.
Protagonisti come Mario Schifano, Tano Festa, Franco Angeli e Giuseppe Fioroni interpretano il linguaggio pop con una vena più lirica e politica. Nei loro lavori compaiono i simboli della società contemporanea come le insegne pubblicitarie, le icone della cultura di massa e oggetti industriali ma rielaborati all’italiana, spesso criticando il consumismo dell’oltreoceano.
Parallelamente, si sviluppa una sorta di pop art che stava contaminando anche il mondo del design e della grafica e, di conseguenza, la pubblicità, l’arredamento e la moda.
Oggi la Pop Art continua a influenzare artisti, stilisti e pubblicitari. In Italia, il suo impatto si percepisce nella contaminazione tra arti visive e cultura popolare, in quella capacità tutta contemporanea di trasformare immagini quotidiane in icone.
A Otranto, al Castello Aragonese, è in corso da giugno una mostra dedicata a questa meravigliosa corrente artistica.
Esposti troviamo artisti contemporanei dagli anni ’60 fino ad oggi come Mario Schifano, Tano Festa, Franco Angeli e i protagonisti della Pop Art in Italia Giosetta Fioroni, Enrico Baj, Paolo Baratella, Concetto Pozzati, Mimmo Rotella, Giangiacomo Spadari, Emilio Tadini.
Con il patrocinio del Comune e la collaborazione di MostreLab, la mostra è in corso da giugno e avrà luogo fino al 26 novembre, presso Piazza Castello, Otranto, Castello Aragonese.
Orari: settembre dalle 9 alle 22, ottobre e novembre dalle 9 alle 21
Biglietti
ticket intero € 12,00
ticket ridotto (gruppi di 12 persone, convenzioni, possessori della Otranto Card) € 9,00
ticket ridotto per minori di 18 anni, residenti nel Comune di Otranto, convenzioni € 7,00
ticket per ingresso ai sotterranei € 4,00
scolaresche € 3,00
gratuito per minori di anni 18 in visita con i genitori (ticket famiglia)
gratuito per minori fino a 6 anni, guide turistiche con patentino (con gruppo)
gratuito per disabili ed un accompagnatore.
Per info 0836.21.27.45 Castello Aragonese
Aurora Lezzi








































