Colpo gobbo: “Privacy, info e deontologia” – di Bastiancontrario

Oggi affronto un argomento molto delicato: quello relativo al difficile equilibrio tra diritto alla riservatezza e diritto all’informazione. Un rapporto sempre pieno di insidie, anche perché impossibile da regolare in termini assoluti. Quali le notizie da dare, come darle e con che criterio discriminare il dicibile dal non dicibile? I giornalisti rispondono sì ad un codice di comportamento, ma spesso lo fanno in misura differente, a seconda del contesto, del prestigio della propria firma e della testata per la quale operano. Quando si verifica un suicidio,il classico episodio tragico e doloroso dovrebbe sempre essere protetto e ridotto a notizia minima ed essenziale. Una forma di rispetto dovuto alla vittima e ai suoi familiari, a prescindere dal fatto che il suicida sia un famoso personaggio dello spettacolo o un ignoto cittadino. Insomma non si sono casi di serie A e casi di serie B. Qualche rarissima volta succede però che la triste vicenda sia addirittura oscurata, come se al doveroso rispetto della persona che si è tolta la vita e della sua famiglia si fosse aggiunto un carico di timore reverenziale per non recare alcun minimo turbamento ai familiari. Io vorrei sommessamente osservare che tale discriminazione non dovrebbe esistere. Come non dovrebbe sussistere una gradazione diversa a seconda delle motivazioni che spingono una persona all’estremo gesto. Voglio dire che, anche se in certi casi l’atto di sacrificare se stessi si fonda su ragioni civili, di protesta (ad esempio i suicidi di Jan Palach o dei monaci buddisti) ,tali azioni non sono più nobili rispetto a quelle di chi ha scelto di rinunciare alla propria vita perché stanco di esistere. Credo che tutti abbiano diritto ad una pari dignità e a un’ identica considerazione. La morte “ è na livella…”.

Se poi i protocolli professionali dell’Ordine dei giornalisti prevedono che comunque la notizia vada data, pur con il massimo tatto e in maniera più essenziale e generica possibile, allora mi sembra corretto adottare un metro uguale per tutti, senza mai ricorrere ad eccezioni di sorta, cioè senza mai autocensurare la notizia. Mi rendo conto che quello dei suicidi è un tema forte, molto sensibile, e per questo bisogna trattarlo in modo responsabile, anche per non scatenare deleteri effetti emulativi. Però gli organi di informazione  hanno il dovere di segnalare tutti i casi allo stesso modo, senza ipocrisie e senza oscuramenti.

                                                                                                  Bastiancontrario

 

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