Cheratosi attiniche: quando il sole lascia il segno – dr.ssa Emanuela Giannuzzo

Con l’arrivo dell’estate, il desiderio di stare all’aria aperta si fa più forte. Spiagge, passeggiate, sport all’aperto: tutto ci invita a goderci il sole. Ma è proprio in questa stagione che la pelle, se non adeguatamente protetta, può pagare un prezzo alto. Tra le conseguenze più comuni dell’esposizione cronica ai raggi UV c’è la cheratosi attinica, una lesione cutanea che merita attenzione.

 

La cheratosi attinica, nota anche come cheratosi solare, è una lesione superficiale della pelle causata da danni cumulativi da esposizione solare. Si presenta come una chiazza ruvida, spesso squamosa, che può variare dal rosa al marrone. Le zone più colpite sono quelle più esposte: viso, orecchie, cuoio capelluto (soprattutto negli uomini calvi), collo, avambracci e dorso delle mani.

 

Queste lesioni sono considerate precancerose, perché in una piccola percentuale dei casi possono evolvere in carcinoma squamocellulare. Per questo motivo, è fondamentale riconoscerle e trattarle tempestivamente.

 

Durante l’estate, la prevenzione diventa ancora più importante. Il primo passo è educare i pazienti all’uso corretto della protezione solare. Non basta applicarla una volta al giorno: va riapplicata ogni due ore, soprattutto dopo il bagno o se si suda molto. È consigliabile scegliere un prodotto con SPF 50+, che protegga sia dai raggi UVA che UVB.

 

Oltre alla crema solare, è utile indossare cappelli a tesa larga, occhiali da sole e indumenti leggeri ma coprenti. E, se possibile, evitare l’esposizione diretta nelle ore più calde, tra le 10 e le 16.

 

Infine, è importante sottolineare il valore dei controlli dermatologici periodici, soprattutto per chi ha la pelle chiara, ha superato i 50 anni o ha una storia di esposizione solare intensa.

 

Il trattamento dipende dal numero, dalla localizzazione e dalle caratteristiche delle lesioni. Esistono diverse opzioni, che possono essere combinate per ottenere il miglior risultato.

 

Quando le lesioni sono multiple o diffuse, si preferiscono i trattamenti locali. Tra i più utilizzati:

– 5-fluorouracile: agisce distruggendo le cellule anomale

– Imiquimod: stimola il sistema immunitario a riconoscere e eliminare le cellule alterate

– Diclofenac: ha un’azione antinfiammatoria e antiproliferativa

– Tirbanibulina: una novità promettente, con un meccanismo d’azione mirato e tempi di applicazione brevi

 

Queste terapie richiedono costanza e possono causare arrossamento, desquamazione e irritazione temporanea, ma sono efficaci nel trattare ampie aree cutanee.

 

Per lesioni singole o ben localizzate, si può ricorrere a:

– Crioterapia: si utilizza azoto liquido per congelare e distruggere la lesione

– Curettage ed elettrocoagulazione: si raschia la lesione e si cauterizza la zona

– Escissione chirurgica: indicata quando si sospetta una trasformazione maligna o si desidera una diagnosi istologica

Terapia fotodinamica

Questa tecnica prevede l’applicazione di una sostanza fotosensibilizzante sulla pelle, seguita da esposizione a una luce specifica. È particolarmente utile per trattare aree estese, con un buon risultato estetico. Tuttavia, può essere dolorosa durante l’esposizione alla luce e richiede una protezione solare rigorosa nei giorni successivi.

Laser CO₂: precisione e risultati estetici

Tra le opzioni terapeutiche più avanzate, il laser CO₂ rappresenta una soluzione efficace e precisa. Utilizza un raggio di anidride carbonica per vaporizzare selettivamente le cellule danneggiate, preservando i tessuti sani. È particolarmente indicato per le lesioni localizzate su volto e cuoio capelluto, dove l’aspetto estetico è cruciale.

Il trattamento è generalmente ben tollerato, consente di rimuovere più lesioni in una sola seduta e offre tempi di guarigione rapidi con minimo rischio di cicatrici. È una valida alternativa alla crioterapia o alla terapia fotodinamica, soprattutto nei pazienti che desiderano un approccio mirato e poco invasivo.

La cheratosi attinica è un segnale di danno solare accumulato. Non va ignorata né sottovalutata. Educare i pazienti alla prevenzione, sensibilizzarli sull’importanza della protezione solare e proporre trattamenti personalizzati è il compito di ogni professionista della salute.

In fondo, prendersi cura della pelle significa prendersi cura del futuro.

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