Cesare Mevoli lascia il gruppo consiliare di FdI e rafforza il gruppo misto

Ennesima ‘novità’ nei banchi del Consiglio comunale di Brindisi: il consigliere Cesare Mevoli ha ufficializzato oggi la sua uscita dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, aderendo al gruppo misto. La decisione è stata formalizzata tramite una lettera inviata al presidente dell’assemblea, Gabriele Antonino, e al sindaco Giuseppe Marchionna, dando seguito all’autosospensione annunciata dallo stesso Mevoli lo scorso 2 marzo.

Il passaggio al gruppo misto arriva dopo tensioni interne con il coordinatore cittadino di FdI, Massimiliano Oggiano, accusato da Mevoli di aver gestito in modo discutibile la recente crisi amministrativa che ha portato al rimpasto della giunta comunale.

Con l’ingresso di Mevoli, il gruppo misto sale a cinque componenti, includendo anche il capogruppo Gianpaolo D’Onofrio, Salvatore Giannale, Roberto Quarta e Jacopo Sticchi, quest’ultimo passato al misto durante il Consiglio comunale del 20 febbraio.

Dall’altra parte, Fratelli d’Italia perde un pezzo importante: il gruppo, che inizialmente contava sei consiglieri, si riduce ora a tre membri, ossia il capogruppo Mario Borromeo, Raffaele De Maria e Annamaria Magrì, subentrata per surroga a Maria Lucia Vantaggiato, nominata assessora alla Pubblica istruzione.

L’uscita di Mevoli modifica gli equilibri interni all’assemblea cittadina e segna un nuovo passo nella fase di riorganizzazione dei gruppi consiliari.

Di seguito, la nota di Mevoli:

Nella mattinata di oggi, ho protocollato la mia comunicazione di presa di distanze dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, essendo venute meno le condizioni di condivisione, spirito di appartenenza, obiettivi, e di rispetto reciproci, e pertanto con la presente dichiaro di allontanarmi da un gruppo che, sin dai primi passi di questa amministrazione, non ha mai considerato, nelle scelte a farsi, i criteri universali che muovono le Comunità di persone, i gruppi, le associazioni, e non per ultimi i partiti, ed in particolare l’anzianità di servizio, l’esperienza accumulata nel tempo, la serietà e l’appartenenza ai Valori di riferimento dimostrati in decenni di attività politica ed amministrativa dallo scrivente. Nel momento in cui tutto si riduce ad una guerra per bande, laddove una manciata di voti di alcuni neoeletti assurgono al valore più alto in base al quale giudicare le persone, e scegliere chi mettere alla guida, ebbene quello non è il mio posto. Ne ho viste troppe di figure, che arrembavano la nave quando le cose andavano bene, sgomitando per farsi posto, a costo di lanciare in mare chi quella nave l’aveva costruita, varata, e condotta tra mari tempestosi, salvo abbandonarla quando iniziava ad affondare, e nulla esclude che non potrà accadere ancora. Nel frattempo, ignari del significato della parola MERITOCRAZIA, si mette da parte chi c’era, c’è e ci sarà sempre, per fare spazio a chi è appena arrivato e non sappiamo se e quanto resterà. Sono, e resto, Dirigente nazionale, regionale e provinciale del Partito, ma nulla posso più condividere con un gruppo che sin dal primo momento non ha fatto niente per nascondere la volontà di mettermi in un angolo, rivelando pochezza e cattiveria, anche a fronte di più volte ribadite necessità di tipo lavorativo e personale, oltre che politico e di immagine di tutti noi. Quali vittorie può anelare una squadra che mette in panchina gli uomini migliori e fa giocare le partite agli ultimi arrivati, è mistero che probabilmente nessuno chiarirà. Quale forza di attrazione può avere un gruppo, e di riflesso un partito, se è dilaniato da polemiche che non trovano mai fine, e riesce a ridurre all’impotenza chi pure dovrebbe essere la guida e l’esempio da seguire, dal quale imparare?  Il problema di fondo è la crisi irreversibile dei partiti, che un tempo avrebbero avuto la forza di imporre, a suon di richiami e di minacce di sanzioni, le figure guida, senza arroganza, ma con la capacità di spiegare che un partito è vivo nella misura in cui riesce a rispettare e tutelare tutti, dai vecchi militanti agli ultimi arrivati, in un sistema di regole delle quali si beneficia prima o poi tutti quanti, mentre il sovvertimento delle regole alla fine finisce col danneggiare tutti e non mette al riparo nessuno. Ma tant’è.  Da oggi, non è più un mio problema in seno al gruppo.   Lo resta, e fortemente, all’interno del partito, nel quale dovranno essere svolti i necessari chiarimenti.

                                                                                                                Cesare MEVOLI

                                                                                                      VicePresidente Provinciale

                                                                                               Componente dell’Assemblea nazionale

                                                                                            Responsabile regionale del Dipartimento

                                                                                                            “Legalità e Sicurezza”

                                                                                                               di Fratelli d’Italia

                                                                                               Consigliere Comunale indipendente

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