Dopo la presenza ai cancelli della centrale Enel di Cerano insieme al senatore Mario Turco, al consigliere comunale Roberto Fusco, a Claudia Morini e a una delegazione del Gruppo Territoriale M5S di Brindisi, il Movimento 5 Stelle prosegue la propria azione con determinazione e coerenza. L’iniziativa ha inoltre trovato la piena condivisione e il sostegno dell’europarlamentare Valentina Palmisano e dell’onorevole Leonardo Donno, responsabile regionale del M5S, a conferma dell’attenzione del Movimento, a tutti i livelli istituzionali, verso la vertenza Cerano e il futuro industriale del territorio.
Il senatore Mario Turco ha presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere al Governo risposte chiare e immediate sul futuro della centrale “Federico II” e sulla tutela dei lavoratori dell’indotto.
L’interrogazione mette in evidenza le gravi inadempienze rispetto al DL 36/2022: la chiusura dell’impianto prevista entro il 31 dicembre 2025 non è stata rispettata, le aree non sono state messe a disposizione da Enel, l’Accordo di Programma non è stato avviato e i progetti industriali presentati dalle imprese restano bloccati. Nel frattempo, la proroga dell’“esercizio minimo” dell’impianto ha aggravato l’incertezza, mentre si profilano circa 50 licenziamenti nell’indotto.
Il M5S chiede al Governo:
• perché la chiusura della centrale non sia stata attuata e se la data del phase-out verrà confermata;
• perché l’Accordo di Programma non sia stato avviato nonostante le 61 manifestazioni di interesse;
• per quale motivo Enel non abbia reso disponibili le aree necessarie alla riconversione;
• quali effetti produce la proroga dell’“esercizio minimo” su smantellamento e bonifiche;
• quali misure urgenti verranno adottate per salvaguardare i lavoratori dell’indotto;
• quando partiranno smantellamento e bonifiche, indispensabili anche per garantire nuova occupazione;
• se il Governo intenda esercitare i poteri sostitutivi in caso di ulteriori inadempienze.
Il Movimento 5 Stelle ribadisce il proprio impegno: difendere i lavoratori, sbloccare la riconversione e garantire un futuro industriale per Brindisi. Continueremo a vigilare, nelle istituzioni e sul territorio, affinché la transizione energetica diventi davvero un’opportunità di sviluppo e non un ulteriore fattore di crisi.













































