Il Consiglio di Stato ha disposto un nuovo approfondimento tecnico sul progetto di riconversione della centrale Enel “Federico II” di Cerano, a Brindisi, che prevede il passaggio dal carbone al gas metano.
La decisione arriva nell’ambito del ricorso presentato da WWF Italia e ClientEarth contro il via libera ambientale rilasciato dal Ministero dell’Ambiente e successivamente confermato dal Tar Lazio nel 2023.
Secondo le associazioni ambientaliste, il progetto di Enel Produzione presenterebbe criticità rispetto agli obiettivi di tutela ambientale e di transizione energetica. Per questo motivo il Consiglio di Stato ha ritenuto necessario acquisire ulteriori approfondimenti tecnici prima di pronunciarsi nel merito sulla legittimità della Valutazione di impatto ambientale (Via).
I giudici amministrativi hanno quindi affidato una maxi consulenza tecnica d’ufficio a due dipartimenti dell’Università di Bologna, incaricati di effettuare una nuova verifica sugli aspetti ambientali e progettuali legati alla riconversione dell’impianto brindisino.
Le relazioni tecniche dovranno essere depositate entro tre mesi.
La centrale Federico II rappresenta uno dei siti energetici più importanti del Paese ed è al centro del dibattito sulla decarbonizzazione e sul futuro industriale ed occupazionale del territorio brindisino. La riconversione a gas è stata più volte indicata da Enel come passaggio intermedio nel percorso di uscita dal carbone, ma continua a dividere ambientalisti, istituzioni e parti sociali.











































