Casa dell’Ammiraglio, Confesercenti: “I controlli si esercitano nel rispetto delle regole, non oltre”

Casa dell’Ammiraglio. Confesercenti: i controlli si esercitano nel rispetto delle regole, non oltre

In merito al comunicato diffuso dal consigliere comunale Roberto Quarta, Confesercenti ritiene necessario riportare la discussione sul terreno dei fatti, evitando ricostruzioni che rischiano di confondere l’opinione pubblica.

Nessuno ha mai messo in discussione la natura pubblica dell’area della Casa dell’Ammiraglio né il ruolo di controllo spettante ai consiglieri comunali. Il punto sollevato da Confesercenti riguarda esclusivamente le modalità con cui tale controllo è stato esercitato: l’ingresso in un’area di cantiere interdetta, l’assenza del concessionario, la convocazione di una Commissione senza il prescritto iter procedurale e la diffusione di immagini accompagnate da una narrazione che non rispecchia lo stato effettivo dei lavori.

È necessario chiarire un aspetto fondamentale: tutti i lavori in corso presso la Casa dell’Ammiraglio – progettazione, realizzazione, costi e oneri – sono integralmente a carico di Confesercenti. Non esiste alcun finanziamento pubblico destinato a queste opere. Si tratta di interventi sostenuti e realizzati direttamente dal concessionario, come previsto dagli obblighi assunti.

I cantieri, per loro natura, sono contesti dinamici: ciò che viene fotografato in un determinato momento rappresenta una fase intermedia, non lo stato finale. Basta assistere anche per pochi minuti al prosieguo delle attività per constatare come lo stesso punto, fotografato poco prima, non sia più identico a sé stesso. Ogni avanzamento modifica l’assetto dell’area, come avviene in qualunque cantiere in corso d’opera. Questo principio elementare dimostra che non vi è mai stato alcun abbandono, ma un’attività in evoluzione continua.

Resta invece un dato oggettivo: l’accesso a un’area di cantiere è disciplinato dalle leggi vigenti in materia di sicurezza sul lavoro, che consentono l’ingresso esclusivamente al personale autorizzato e dotato dei requisiti necessari. Il divieto di accesso non è una formalità, ma una misura di tutela obbligatoria, valida per chiunque, senza eccezioni legate al ruolo istituzionale ricoperto.

Il bene resta pubblico, ma l’area in concessione – soprattutto quando costituisce un cantiere attivo – non è liberamente accessibile: la concessione attribuisce un diritto di uso esclusivo e responsabilità specifiche che limitano l’ingresso dei terzi.

È inoltre opportuno ricordare che i consiglieri comunali, compresi i presidenti di commissione, dispongono di prerogative di controllo, ma non di poteri ispettivi autonomi né di facoltà che consentano di derogare alle norme di sicurezza o alle procedure previste. Le funzioni di controllo devono essere esercitate nel rispetto delle regole, non attraverso iniziative personali che esulano dal corretto perimetro istituzionale.

A questo si aggiunge un ulteriore elemento, emerso dallo stesso comunicato del consigliere Quarta: la Commissione Ambiente si sarebbe nuovamente riunita presso la Casa dell’Ammiraglio ancora una volta in assenza del concessionario, reiterando così le medesime irregolarità già evidenziate nei giorni precedenti. Se confermato, ciò comporta la ripetizione delle stesse violazioni: una convocazione irrituale della Commissione e l’accesso a un’area di cantiere senza la presenza del soggetto responsabile, in contrasto con le procedure previste e con le norme che regolano la sicurezza dei luoghi di lavoro.

Quanto alle verifiche richieste dagli uffici comunali, Confesercenti ribadisce la propria piena disponibilità e collaborazione, come avviene per qualunque concessionario. È del tutto normale che, in presenza di lavori in corso, l’amministrazione richieda integrazioni o aggiornamenti: ciò non trasforma un cantiere regolare in un caso mediatico, né giustifica la costruzione di un presunto “degrado”.

Per quanto riguarda le azioni legali, non si tratta di “intimidazioni”, ma dell’esercizio di un diritto previsto dall’ordinamento quando si ritiene che un comportamento possa aver prodotto un pregiudizio. Saranno, come sempre, le sedi competenti a valutare.

Confesercenti continuerà a svolgere il proprio ruolo con serietà, trasparenza e rispetto delle istituzioni, tutelando gli esercenti, le imprese e i lavoratori del territorio e garantendo un confronto basato su fatti verificabili, non su rappresentazioni alterate.

 

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