Assistiamo con profonda preoccupazione all’ennesima battuta d’arresto per la sanità del nostro territorio.
Il blocco delle assunzioni imposto dalla Regione Puglia alla ASL di Brindisi, motivato dall’assenza di un piano organizzativo aziendale aggiornato, rappresenta un atto formale che produce però effetti drammatici e reali sulla pelle delle persone.
Come FP CGIL Brindisi comprendiamo perfettamente il contesto economico complessivo e le oggettive difficoltà finanziarie in cui si muove l’amministrazione regionale, sappiamo che far quadrare i bilanci della sanità pubblica in questo contesto storico è una sfida complessa, acuita da anni di tagli nazionali e sottofinanziamenti strutturali.
Tuttavia, la comprensione non può trasformarsi in una passiva accettazione di decisioni che scaricano l’intero peso delle inefficienze burocratiche sulle spalle di chi lavora in prima linea.
Non si può chiedere sempre e solo agli operatori sanitari di soffrire e di sacrificarsi.
Medici, infermieri, OSS e personale tecnico della ASL di Brindisi stanno già operando da tempo in condizioni di perenne emergenza, accumulando ore di straordinario, rinunciando ai propri riposi e affrontando livelli di stress correlato al lavoro non più tollerabili. Pretendere che questo organico già ridotto all’osso continui a garantire i Livelli Essenziali di Assistenza senza nuove forze è irresponsabile.
Continuare a considerare i lavoratori e i servizi come un mero costo da abbattere è un errore politico e gestionale tragico.
Bloccare le assunzioni o tagliare sulle dotazioni organiche produce l’esatto contrario di ciò che si dichiara: innesca un grave effetto anticiclico sul sistema salute, alimentando meccanismi di esternalizzazione, di precarietà incontrollata e spesa per contenziosi che fanno lievitare i costi complessivi.
L’effetto immediato è il ricorso continuo ed emergenziale alle esternalizzazioni, a forme di precarietà incontrollata che frammentano il lavoro, a prestazioni lavorative più onerose, impoverendo la qualità dei servizi e spingendo la spesa sanitaria fuori controllo. Ridurre gli investimenti sul capitale umano impoverisce le economie locali, sovraccarica di lavoro e stress i dipendenti rimasti in servizio e riduce la qualità, producendo un inevitabile aumento della mobilità passiva (con i cittadini costretti a curarsi fuori regione)
-Bloccate le sostituzioni
-Bloccate le assunzioni temporanee
-Bloccate finanche le proroghe al personale che sostiene alcune strutture
-Bloccate le stabilizzazioni degli aventi diritto che dovevamo prendere servizio il primo agosto
-Bloccate le assunzioni a tempo determinato dei tecnici di Radiologia
QUANTOSOPRA È UNA VERA E PROPRIA DICHIARAZIONE DI FINE VITA PER LA ASL DI BRINDISI, SENZA ALCUNA POSSIBILITÀ DI CURA
A tale quadro si aggiunge la gravissima carenza di personale che interessa anche la Sanitaservice ASL Brindisi, con particolare riferimento ai servizi SET 118 , Logisitca e CUP dove la cronica insufficienza degli organici sta determinando pesanti ripercussioni sull’organizzazione del lavoro e sulla continuità dei servizi.
A ciò si affianca una gestione più volte segnalata da questa Organizzazione Sindacale nelle sedi competenti, senza che ad oggi siano state adottate adeguate misure correttive.
Ciò che rende questa situazione inaccettabile è la contestuale presenza di soluzioni già pronte e inspiegabilmente bloccate dalle Amministrazioni. Risultano infatti già espletate le procedure relative agli avvisi pubblici che se fissero state espletate per tempo avrebbero evitato la mannaia di questo Blocco di Agosto.
Le relative graduatorie di merito, composte da professionisti idonei e pronti a prendere servizio, rimangono quindi congelate e inutilizzate.
Pertanto, la FP CGIL chiede che si provveda con urgenza alla assunzione del personale necessario con qualsiasi modalità contrattuale in modo da sopperire temporaneamente a questa insostenibile situazione.
La mancanza di un piano organizzativo è una colpa gestionale che non può e non deve ricadere sul personale dipendente, né tanto meno sui cittadini di Brindisi e provincia, che già scontano liste d’attesa infinite e la progressiva riduzione dei servizi assistenziali sul territorio.
La salute è un diritto costituzionale, non una variabile di bilancio condizionata dai ritardi amministrativi.
Come FP CGIL Brindisi non staremo a guardare, la situazione necessità di una accurata programmazione cosa impossibile con l’attuale Direttore Genarle , non accetteremo mai che le inefficienze si scarichino sui lavoratori del settore e sul diritto alla salute dei cittadini pugliesi. Siamo pronti a mettere in campo tutte le azioni necessarie per difendere un Servizio Sanitario Pubblico, universale e dignitoso.
La FP CGIL chiede alla ASL Brindisi una presa di posizione immediata e non il solito “obbedisco” perché bisogna voler bene al territorio in cui si presta il proprio operato.
Le difficoltà economiche si superano con la programmazione, la riorganizzazione, l’efficienza e il dialogo, non sbarrando le porte alle assunzioni e lasciando soli gli operatori a gestire il collasso del sistema.
Il tempo dei sacrifici unilaterali sembra non finire mai ma questa volta la FP CGIL non è disposta più ad andare avanti mettendo a rischio l’incolumità psicofisica dei lavoratori.
Sicuri che non ci sono i presupposti di ricevere concrete e immediate a tutela della dignità del lavoro e del diritto alla cura dei cittadini, la FP CGIL è pronta alla mobilitazione di lavoratori e cittadinanza.












































