Blitz contro la frangia dei “tuturanesi”, Guadalupi respinge le accuse

Hanno tutti respinto le accuse a loro contestate durante gli interrogatori di garanzia davanti al gip del tribunale di Lecce, Francesca Mariano. Tra questi, Pietro Guadalupi, ex presidente del consiglio comunale di Brindisi, coinvolto nell’inchiesta sulla presunta ricostituzione della frangia “tuturanese” della Sacra Corona Unita. Affiancato dal suo avvocato Danilo Di Serio, Guadalupi ha negato di aver svolto un ruolo di “facilitatore” in un presunto episodio estorsivo, cioè di aver messo in contatto un imprenditore con ambienti criminali. Attualmente detenuto nel carcere di Borgo San Nicola, l’ex politico ha dichiarato di essere estraneo ai fatti e di esserne, al contrario, vittima. La sua difesa si fonda anche su intercettazioni già agli atti, in cui alcuni presunti membri del clan parlerebbero di un “Guadalupi” con toni minacciosi: secondo l’avvocato Di Serio, si tratterebbe proprio dell’ex consigliere, sottoposto a pressioni esterne. Nelle prossime ore è possibile che la difesa presenti ricorso al Tribunale del Riesame.

Anche Mauro Iaia, 41 anni, ritenuto vicino agli ambienti del clan, ha respinto ogni accusa. La Dda di Lecce, coordinata dal pm Carmen Ruggiero, sostiene che Iaia sarebbe stato coinvolto in un percorso di avvicinamento alla criminalità organizzata, culminato in un incontro con esponenti del gruppo guidato da Salvatore Buccarella, dopo il quale si sarebbe “messo a disposizione” del clan. Anche Adriano Vitale, 58 anni, ha respinto le accuse relative a un presunto episodio estorsivo, chiarendo che i suoi rapporti con le vittime erano esclusivamente professionali.

L’inchiesta, condotta dalla squadra mobile di Brindisi, ha portato all’applicazione di misure cautelari nei confronti di quattro persone: uno risponde di associazione mafiosa ed estorsione, mentre gli altri sono accusati di diversi episodi estorsivi.

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