Auto rubate e targhe clonate, sei misure cautelari nel Brindisino

Smontavano auto rubate, clonando targhe e documenti per poi rimettere i veicoli sul mercato dell’usato attraverso piattaforme online. È quanto emerge dall’inchiesta “Taurus” della Procura di Brindisi, che ha portato all’esecuzione di sei misure cautelari da parte della Polizia Stradale di Taranto.

Due persone sono finite in carcere, altre due agli arresti domiciliari, mentre per due indagati è stato disposto l’obbligo di firma. Complessivamente sono 16 le persone coinvolte nell’indagine coordinata dai pm Alfredo Manca e Sonia Nuzzo.

Secondo gli investigatori, il gruppo avrebbe operato tra le province di Brindisi, Taranto e Lecce, con collegamenti anche fuori regione, commercializzando veicoli di provenienza illecita o ricostruiti con componenti provenienti da auto rubate.

Le indagini avrebbero consentito di ricostruire due distinti sistemi. In un caso, targhe e documenti di vetture regolarmente circolanti sarebbero stati duplicati e associati ad auto rubate successivamente rimesse in vendita. In un altro, invece, relitti di vetture incidentate sarebbero stati ricostruiti utilizzando parti provenienti da mezzi rubati e poi reimmessi sul mercato.

Nell’ordinanza cautelare il gip parla di un’attività svolta con modalità organizzate e continuative. Gli accertamenti hanno riguardato 27 veicoli e sono stati condotti attraverso intercettazioni, pedinamenti, sequestri e consulenze tecniche.

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