Un evento visto su instagram ed una partecipazione quasi per caso, poi per Massimo Striano, fondatore di Autnotout, una notizia bella ed allo stesso tempo inaspettata. “Quando abbiamo visto che eravamo tra i tre finalisti del Festival di Luce – commenta Striano – non volevamo crederci e siamo partiti subito alla volta di Firenze. Io, mia moglie, mio figlio Samuele, la nostra socia Simonetta Resta e suo figlio Simone ancora increduli”. Un viaggio da Brindisi di nove ore per ritirare il Premio Luce Startup inclusiva 2025. Autnotout è un’impresa sociale nata nel 2023 per creare opportunità di lavoro per giovani con autismo.Oggi la stessa impiega cinque giovani coinvolti nella produzione di vino con il marchio registrato Wineaut. I ragazzi partecipano a tutte le fasi della lavorazione dalla vendemmia fino all’imbottigliamento, etichettatura ed alla consegna. Il tutto grazie alla cantina “Risveglio” di Brindisi dove è stato creato anche un laboratorio tecnologico in cui si realizzano packaging e gadget con stampanti 3D ed incisori laser. Un’idea nata durante la pandemia in cui Massimo e sua moglie Irma si sono chiesto cosa avrebbe potuto fare il figlio dopo il diploma in chimica. Da lì la nascita del progetto che valorizzasse le competenze dei ragazzi nello spettro autistico, offrendo loro un’occasione vera. Un progetto di grande valenza che guarda avanti con fiducia. “A Firenze abbiamo regalato una bottiglia anche a Carlo Conti – prosegue il fondatore – che era entusiasta del lavoro che stiamo facendo. Il lavoro dà dignità e aiuta a sentirsi parte della società. Quando vedo i miei ragazzi felici, concentrati capisco che stiamo andando nella direzione giusta. Il vero traguardo sarà quando saranno le stesse aziende ad accogliere i nostri ragazzi”.
Per Autnotout essere arrivati in finale di un evento così importante è la linfa emotiva per continuare a sviluppare un lavoro fatto di tanti sacrifici e di altrettante soddisfazioni.
Dario Recchia











































