Archeoplastica: il Museo dei rifiuti provenienti dal mare. Primo obiettivo raggiunto!

OSTUNI – Enzo Suma –laureato in Scienze Ambientali, da oltre dieci anni guida naturalistica A.I.G.A.E. del territorio e fondatore dell’Associazione “Millenari di Puglia” – dal 2018 si impegna attivamente nella sensibilizzazione in tema di inquinamento da plastica, organizzando diverse giornate di raccolta collettiva che coinvolgono decine di persone.

Enzo è un raccoglitore accanito di plastiche spiaggiate. E’proprio durante una delle sue raccolte che nasce l’idea di un Progetto tuttora conosciuto come “Archeoplastica”.  Si trattava di un rifiuto di fine anni ’60. Una bomboletta spray Ambra Solare con il retro ancora leggibile che riportava il costo in lire.

“Quando pubblicai la foto su Facebook, scoprii lo stupore della gente nel vedere un prodotto così vecchio ancora in buono stato fra i rifiuti in spiaggia. E da quel post scaturirono dai lettori tante riflessioni sul problema della plastica. Da quell’episodio, ho iniziato a raccogliere sempre di più e a mettere da parte tutti i prodotti vintage di un’età variabile dai trenta ai sessant’anni” – racconta EnzoSuma.

“Io vivo tanto il mare e da tre anni metto da parte molti rifiuti. Quelli che conservano un impatto comunicativo maggiore diventano reperti. Considerando che plastica ha dei tempi di decomposizione esterni, tanti sono integri” – condivide lo stesso Enzo Suma.

Così, ad oggi, sono oltre 200 i repertiraccolti, databili tra gli anni ’50 -’60 e gli anni ’80 – oggetto del primo obiettivo di crowdfunding raggiunto, ossia la realizzazione del Museo virtuale attraverso un sito Internet per l’esposizione dei reperti in 3D, utilizzando una tecnica della fotogrammetria, ed il tour delle Mostre nelle scuole – un contributo di 7500 euro.

“Io vivo tanto il mare e da tre anni metto da parte molti rifiuti. Quelli che conservano un impatto comunicativo maggiore diventano reperti. Considerando che plastica ha dei tempi di decomposizione esterni, tanti sono integri” – condivide lo stesso Enzo Suma.

Il Museo Virtuale permetterà di poter osservare virtualmente tutti i repertied acquisire informazioni su ciò che il mare ci ha restituito. Due le sezioni disponibili: Blog e Scienza – sezione che ospiterà articoli che si rifanno a scoperte scientifiche vere e proprie.A partire da Settembre, le scuole diventeranno protagoniste di alcune mostre itineranti, dove poter visionare da vicino gli “amici del mare” – “Per i bambini è come avere davanti un reperto della preistoria, più vecchio dei loro genitori. I bambini  rimangono colpiti da questi oggetti”.

“L’osservazione e la messa in mostra di reperti di plastica spiaggiata di cinquant’anni fa è il pretesto per raccontare una storia senza fine, quella della plastica, immortale, che si accumula sempre di più nei nostri mari. La conoscenza e la consapevolezza del problema sono quegli elementi necessari che portano al cambiamento di ciascuno di noi nell’uso quotidiano della plastica” – afferma EnzoSuma.

Tuttavia, si evince che non sussiste alcuna volontà da parte di “Archeoplastica” di accusare o denigrare le aziende produttricidei prodotti rinvenuti in mare ed esposti nel Museo Virtuale. I marchi citati sono riportati al solo fine di dimostrare la datazione dei rifiuti.

Federica Ruggiero

 

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