Angelo Vassallo e la fede nella legalità: sabato 30 gennaio alle 19 in diretta streaming sui canali social di “Librincircolo”

E’ possibile accettare la morte di un fratello, di un uomo giusto? La risposta è nell’ultimo libro di Dario Vassallo, “La verità negata”, PaperFirst2020, che sarà presentato sabato 30 gennaio alle 19 in diretta streaming sui canali social di “Librincircolo”. Dialogheranno con l’autore i giornalisti Sebastiano Coletta e Serena Greco, responsabili del progetto culturale. Scritto a quattro mani con il giornalista campano Vincenzo Iurillo, il libro è una ricerca della verità, di quella tragica verità sepolta da un cumulo di menzogne e di silenzi. Tutto comincia il 5 settembre del 2010, quando nove colpi di pistola raggiungono l’auto di Angelo Vassallo, sindaco di Pollica. Un uomo colto e di umili origini, che aveva saputo trasformare un piccolo comune della Campania, logorato dagli interessi della malavita locale, in un esempio di civiltà per il mondo, tanto da meritare il riconoscimento della delegazione italiana in Kenya. Come spesso accade, chi persegue la giustizia viene lasciato solo, diventando un facile bersaglio della criminalità organizzata. Già, perché le associazioni mafiose – bisogna ricordarlo – entrano in gioco quando si rendono conto di rappresentare l’unica speranza di sopravvivenza in luoghi dimenticati dalle Istituzioni. Nel 1965 veniva pubblicato “L’Onorevole” di Leonardo Sciascia, testo drammaturgico di straordinaria attualità che espone magistralmente la questione della mafia e del compromesso come strumento necessario. E’ ciò che Vassallo contestava: uno Stato corrotto e corruttore, “inquinato” come il mare dai rifiuti, non basato sulla trasparenza e sulla legalità. «Rispetto dell’ambiente e legalità: queste sono le risorse del domani per la costruzione di una nuova felicità e di una nuova economia», diceva con coraggio il“sindaco pescatore”. Una battaglia che per fortuna non è morta con lui, come i mandanti dell’omicidio evidentemente speravano: da anni è portata avanti dal fratello Dario, che ha rinunciato persino alla professione di medico per far emergere la “piramide di fango”, fatta d’inganni, tradimenti e depistaggi, e, soprattutto, per risvegliare le coscienze degli italiani. Verrà mai il giorno della verità? Vincenzo Iurillo ne è convinto: “Spero di vivere abbastanza a lungo per poter scrivere almeno altri due articoli: uno sull’arresto degli assassini, e uno sulla loro condanna. Sono fiducioso. Sono sicuro che se la salute mi assiste ci riuscirò”.

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