Le elezioni Siciliane per la seconda volta anticipano di qualche mese l’elezioni Nazionali. Per questo sono state proiettate in una chiave di lettura per le prossime Nazionali. Nel 2012, infatti, emerse il Movimento 5 stelle che fu confermato anche alle Nazionali. Cosi come alle regionali ci fu la disgregazione del Centro Destra con la conseguente sconfitta di Tutti. Cosa che fu da monito per Berlusconi, il quale tento di rimediare, per poco non ci riuscì, nella campagna elettorale per elezioni Nazionali del febbraio 2013. Ci fu anche un’indicazione per l’allora Centrosinistra cioè una collaborazione tra i cattolici moderati e i socialdemocratici. Ovviamente l’allora leader del Pd non tenne conto di questa indicazioni. Sappiamo Tutti che arrivò primo ma non vinse l’elezioni.

Anche oggi, nel 2017 dalle elezioni regionali siciliane emergono alcune indicazioni. Indicazioni che possono essere rilevate attraverso un confronto tra i voti riportati in questa tornata elettorale con quelle precedenti. Il confronto va fatto con i voti che rappresentano Persone le percentuali sono determinazione matematiche. Siamo, infatti, convinti che anche in Politica vige il principio di conservazione. Nulla si crea, nulla si distrugge ma Tutto si trasforma. Vale a dire che se i votanti sono grosso modo gli stessi, da un confronto delle loro scelte fatte nel tempo si possono ricavare indicazioni utili sul loro comportamento elettorale.

Sulla base del principio di conservazione, sono stati confrontati i voti espressi nel 2012 e quelli espressi nel 2017. Le situazioni sono paragonabili dato che vi è lo stessa partecipazione al voto, e persino i candidati alla carica di Presidente per 3/5 sono gli stessi (chiaramente quelli di maggior peso elettorale). Dal confronto (vedi tabella 1) emergono le seguenti indicazioni sotto elencante non per importanza.:

1. La reunion del Centrodestra è condizione imprescindibile per affrontare le elezioni Nazionali. In Sicilia solo riunendo le forse si è vinto
2. Forza Italia è il perno della coalizione. Forza Italia in Sicilia si è ripresa tutti i voti del Popolo delle Libertà segno che continua ad essere forza politica attrattiva e centrale.
3. Il Movimento 5 stelle si consolida, ma nonostante raccolga molti più consensi di qualsiasi altro partito non vince. L’idea di andare in solitaria garantisce sicuramente di non creare “accozzaglie elettorali” (come Loro le definiscono), ma rischia fortemente di non bastare.
4. Il PD nonostante le autorevoli fuoriuscite non perde grandi consensi. Certo vanno individuate e strutturate le alleanze giuste per poter ambire ad essere della partita cioè di poter vincere le elezioni
5. La Sinistra è destinata ad essere ghettizzata. Non va oltre se stessa. Peraltro con dimensioni modeste. Scelte di andare in solitaria possono essere autodistruttive.
6. I cittadini continuano a dimostrare il loro disinteresse per la politica. In Sicilia per la seconda volta e dopo 5 anni, ben oltre la metà degli elettori si è tirata fuori da ogni scelta. Certo è una forma di espressione del voto. Ma questo voto non porta a nulla. Forse forme di partecipazione civica a livello Nazionale si potrebbero strutturare. per far valere le proprie ragioni. Anche in Sicilia la sostanziale differenza, tra chi vince e chi perde l’elezioni, è stata fatta dalle liste civiche regionali.

Questo e quello che a Nostro parere, emerge dal voto siciliano sta adesso ai responsabili Politici e ai Cittadini tutti poterne farne uso per il raggiungimento dei propri obiettivi politici. Obiettivi che come sempre, ma soprattutto ora più che mai finalizzati per il bene dell’Italia. Il prossimo Governo Italiano qualunque esso sia dovrà operare per un rilancio economico, sociale e culturale della nostra Nazione. Rilancio non più procrastinabile. Se si cresce, si cresce poco, quel poco non basta.

Angelo Camassa (Responsabile della elaborazione dell’analisi)

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