«Anche questo è il mio lavoro»: La maratona streaming dello spettacolo

Ha per titolo #1MaggioDiSpettacolo «Anche il mio è lavoro» la maratona streaming della Regione Puglia dedicata ai lavoratori dello spettacolo, in programma venerdì 1 maggio a partire dalle 17 e condotta “in remoto” da Antonio Stornaiolo ed Emilio Solfrizzi. L’iniziativa, ideata dal Teatro Pubblico Pugliese e realizzata con Apulia Film Commission, sarà condivisa in cross-posting sulla pagina Facebook della Fondazione Nuovo Teatro Verdi (www.facebook.com/nuovoteatroverdi). Al centro del palcoscenico virtuale la comunità dello spettacolo con i suoi interpreti che popolano il mondo della scena, della tv, del cinema, oltre ai tanti lavoratori “invisibili” che partecipano a un comparto fermato per decreto lo scorso 4 marzo. Una kermesse, insomma, dedicata a un settore che aspetta la fase tre per immaginare la sua ripresa, tra ipotesi, timori, speranze e aspettative. E un orizzonte che ancora tarda a definire i suoi tempi, investito dalle incertezze legate alle dinamiche epidemiologiche di un nemico virale che ha preteso e ottenuto un repentino cambio di traiettoria del mondo.

In queste settimane si sono levate innumerevoli voci del mondo dello spettacolo per lamentare le gravi ripercussioni per un sistema che comprende un emisfero fatto di lavoratori “fuori campo”. Lo stesso Stefano Massini, durante la puntata di «Piazza Pulita» del 9 aprile, si era soffermato sul senso dell’utilità collegandolo al ruolo della cultura nelle sue diverse espressioni: «Mai come adesso l’arte, la cultura, la bellezza sono state minimizzate e retrocesse a categorie inutili. La cui ripresa lontana nel tempo non è fra le priorità». A Massini hanno fatto seguito altre voci autorevoli della cultura, mosse a rivendicarne la funzione strategica per il futuro economico e civile del Paese e a lamentare le rovinose ricadute dell’epidemia. Lo stesso Solfrizzi, in una lettera aperta, aveva paventato per il teatro un blackout destinato a fissare nel tempo i suoi guasti. La cultura non solo non si è fermata, ma si è trasformata, accelerando su quello che meglio le riesce, vale a dire pensare alla società dalla quale e per la quale nasce. Nelle ultime settimane la cultura ha invaso la rete con letture, performance, tour, visite ai musei, workshop e film. Secondo una stima del Sole 24 ORE le imprese del settore lamenteranno a fine anno un danno complessivo di oltre seicento milioni. Prezzo di un quadro a tinte scure fatto di teatri e cinema chiusi, produzioni cinematografiche cristallizzate, allestimenti interrotti. Insomma, una categoria fragile, sempre a rischio soprattutto in un momento storico di emergenza.

Nel corso del collegamento Solfrizzi e Stornaiolo daranno spazio a conversazioni, interviste e interventi di artisti, operatori e istituzioni, interfacciandosi in diretta e accogliendo in live i messaggi del pubblico: i primi ad aver accettato l’invito della Regione Puglia il doc più famoso del momento, Luca Argentero, seguito da Dino Abbrescia, Giulio Base, Claudio Bisio, Anna Ferruzzo, Mimmo Mancini, Luca Miniero, Stefania Rocca, Paolo Sassanelli, Sara Serraiocco, Edoardo Winspeare, Alessandro Piva, Bianca Guaccero, Lunetta Savino, Federico Moccia, Lino Banfi e Beppe Convertini.

Non mancherà il confronto con la Regione Puglia attraverso le finestre dedicate al presidente Michele Emiliano, all’assessore all’Industria turistica e culturale, Loredana Capone, e al direttore del dipartimento Turismo e Cultura, Aldo Patruno. Interviste a Giuseppe D’Urso, presidente del Teatro Pubblico Pugliese, Simonetta Dellomonaco, presidente di Apulia Film Commission; Massimo Biscardi, sovrintendente della Fondazione Teatro Petruzzelli; Massimo Manera, presidente della Fondazione La Notte della Taranta; Franco Punzi, presidente del Festival della Valle d’Itria.

La maratona vedrà una sintassi ininterrotta di interventi, un parterre di appelli e di riflessioni che proietta il significato dell’1 maggio sul piano inclinato di un mondo in sofferenza: un modo per consolidare una comunità di voci che attraversa i silenzi della scena in modo originale, risalendoli, provando a immaginare un percorso destinato alla riapertura, alla partecipazione, al recupero della bellezza ancora chiusa in naftalina. Tutti insieme per rivendicare l’utilità discreta di un universo non più rarefatto. Che fa il conto delle sue ferite e ora chiede sostegno raccogliendo barlumi di una nuova narrazione.

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