La nuova terapia per alcune forme di Alzheimer, in grado di rallentare la sua “corsa” e garantire autonomia e funzioni cognitive ai malati, può essere somministrata solo se viene eseguito al più presto un test genetico di compatibilità.
In Puglia i potenziali pazienti eleggibili sono tra 2.000 e 7.000.
La differenza tra avere una cura e poterla usare sta tutta nell’organizzazione: individuare immediatamente i laboratori di genetica medica, garantire un percorso rapido e permettere alle persone di accedere al trattamento quando è utile, non quando è tardi.
La scienza corre e l’organizzazione sanitaria deve correre con lei.
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