Alberto Morea, un pugliese alla corte di coach Vitucci: l’intervista di Dario Recchia

Parte dal 15 novembre 1981 la nostra storia, una data molto importante per la pallacanestro brindisina perchè la Cenerentola Bartolini Brindisi dei vari Malagoli, Howard e Fischetto riuscì nell’impresa di superare nel fortino biancoazzurro il Billy Milano dei vari D’Antoni, Gallinari, Gianelli e con in panca coach Dan Peterson. Ad assistere a quella partita vi era anche l’attuale assistente allenatore dell’Happy Casa Brindisi Alberto Morea, pugliese doc, che dalla passata stagione ha deciso di collaborare con la più prestigiosa società di basket della Puglia. “Ero emozionato come un bambino – racconta il coach tarantino – perché vedevo dal vivo uno spettacolo straordinario nel tempio di coach Pentassuglia. Per me che ho sempre coltivato la passione del basket era la realizzazione di un sogno e il fascino dell’ambiente e la spinta del pubblico è un ricordo difficile da dimenticare”. La passione per il basket ti prende dentro e lo sa bene Alberto che muove i primi passi da allenatore con il Cus Jonico Taranto per poi proseguire nel Cras Taranto (femminile) che disputava il campionato di A/2. Da lì a Ferrara partendo dalle giovanili e arrivando ad allenare anche in serie B, Legadue e serie A. Ancora massima serie a Montegranaro e poi in quel di Mantova da capo allenatore.

Coach cosa l’ha spinta ad accettare la proposta della New Basket Brindisi?

“L’idea di fare l’assistente nella tua terra natia in serie A mi ha intrigato sin da subito. Poi la telefonata di Frank (coach Vitucci) che conoscevo dai tempi in cui ero a Ferrara e lui a Treviso mi ha entusiasmato perchè  mi ha prospettato un progetto di lavoro davvero interessante e importante. Da lì il passo è stato quasi naturale provando a portare in dote anche la mia esperienza maturata altrove”.

Una stagione davvero straordinaria e per certi versi quasi irripetibile; com’è stato lavorare con Vitucci e il D.S. Simone Giofrè?

“Vitucci e Giofrè avevano già lavorato insieme e le loro basi si sono rilevate utili a coinvolgere tutti sin da subito. L’ambiente di lavoro è stato positivo e piacevole e il confronto è stato quotidiano. Sul campo abbiamo ricreato quelle connessioni con  giocatori che avevamo già allenato provando a creare le condizioni per un coinvolgimento umano ed emotivo. Ascoltare l’altro per il bene comune”.

Che differenza ha trovato ad allenare in Lega A rispetto alle Legadue?

“Sicuramente il gioco in spazi e tempi differenti. Ed il vissuto di tanti giocatori al piano di sopra che fa molta differenza. Inoltre mentre in Legadue non tutte le società sono strutturate adeguatamente in Lega A il discorso è diverso. Avere un’organizzazione come quella che vi è qui a Brindisi è davvero importante se si vogliono ottenere determinati risultati. E l’impatto del pubblico che, come nel caso di Brindisi, può fare davvero la differenza!”.

Coach Vitucci è fresco di rinnovo contrattuale, vi siete già sentiti in questi giorni?

“Con Frank ci sentiamo spesso e abbiamo già tracciato quello che sarà il lavoro della prossima stagione”.

Dal punto di vista umano cosi si prova a far parte dello staff della squadra di Lega A della tua regione?

“Un’emozione indescrivibile! Sin dal momento della firma mi sono arrivati tantissimi messaggi da parte di amici che mi hanno fatto emozionare per l’importanza di questo ritorno a casa. Rappresentare la realtà sportiva di riferimento di regione è un qualcosa che ti riempie di orgoglio e aumenta il tuo senso di appartenenza. E vestire questa maglia in giro per l’Italia in una stagione sportiva come quella appena terminata è una sensazione impareggiabile. Di questo ringrazio tutto lo staff per lo straordinario lavoro svolto, Antonio Lezzi, Marco Sist per la costante collaborazione e la famiglia Marino per avermi fatto vivere questa esperienza”.

Ultima domanda: Cosa si aspetta per la prossima stagione?

“Così come abbiamo fatto quest’anno vogliamo creare le condizioni di lavoro ottimali con il nuovo gruppo che si dovrà creare. Avere una continuità tecnica sarà sicuramente di aiuto in tutto ciò e costruire un gruppo che abbia entusiasmo e voglia di stare in palestra sarà davvero importante. E continuare ad avere il feedback con il nostro pubblico che si  identifica attraverso la squadra di basket con il suo territorio e la sua terra!”.

Buon lavoro coach!

Dario Recchia

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