ADOC, definizione agevolata delle entrate regionali e degli enti locali: lettera al sindaco ed all’assessore al bilancio

BRINDISI – Riceviamo e pubblichiamo nota ADOC relativa alla definizione agevolata delle entrate regionali e degli enti locali.

“Con la presente, in linea con le finalità di promozione e di tutela dei diritti dei consumatori, questa Associazione intende richiamare la Vs. attenzione sugli ultimi e recenti interventi legislativi in materia fiscale che interessano una larga fascia di contribuenti. Come è noto, il D.L. n. 193/2016 aveva previsto all’art. 6 una procedura di “definizione agevolata” dei carichi inclusi in ruoli, affidati agli agenti di riscossione (Equitalia) negli anni dal 2000 al 2015. La successiva legge di conversione, approvata in via definitiva dal Senato nella seduta del 24.11.2016, ha accoltole istanze di quanti, da più parti, avevano rilevato una disparità di trattamento dei contribuenti sotto il profilo dei presupposti oggettivi per l’accesso alla procedura di definizione. In ragione dei rilievi sollevati, il Legislatore ha previsto la possibilità di applicazione della definizione agevolata anche alle entrate (tra cui quelle di natura tributaria) di Regioni, Province, Città metropolitane e Comuni “non riscosse a seguito di provvedimenti di ingiunzione fiscale ai sensi del T.U. delle disposizioni di legge relative alla riscossione delle entrate patrimoniali dello Stato, di cui al R.D. 14 aprile 1910 n. 639, notificati, negli anni dal 2000 al 2016, dagli enti stessi e dai concessionari della riscossione di cui all’art. 53 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446” (art. 6 ter della legge di conversione 24.11.2016). In particolare, ai sensi del citato disposto normativo di cui all’art. 6 ter della legge di conversione in esame “gli enti territoriali possono stabilire, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto (…) l’esclusione delle sanzioni relative alle predette entrate”. Alla luce del dettato normativo è evidente che l’introduzione della procedura di definizione agevolata, relativamente alle entrate locali di cui sia stato intimato il pagamento con atti di ingiunzione fiscale notificati negli anni dal 2000 al 2016, è rimessa alla facoltà degli enti territoriali che, ove riterranno di disporla, saranno poi tenuti ad adottare la disciplina di attuazione nell’osservanza dei parametri e dei limiti stabiliti dalla legge statale. In attesa che il D.L. n. 193/2016, come convertito in legge lo scorso 24 novembre, sia pubblicato sulla gazzetta ufficiale, è auspicio di questa Associazione che l’Amministrazione comunale di Brindisi si determini a valutare positivamente la possibilità di introdurre la definizione agevolata relativamente a quelle entrate locali non riscosse a seguito di notifica di atti di ingiunzione fiscale nel periodo compreso tra l’anno 2000 ed il 2016. Se per un verso, l’eventuale introduzione della procedura di definizione agevolata costituisce una indubitabile occasione per incassare entrate senza i costi di un recupero coattivo (con pacifico beneficio per le casse comunali), sotto altro aspetto si consentirebbe ad una generalità di contribuenti -e, soprattutto, a quanti, in questi anni di crisi economica, si sono trovati nell’impossibilità di assolvere ai propri doveri- di estinguere, finalmente e definitivamente, posizioni debitorie attraverso il pagamento di rate depurate dalle (mal tollerate) sanzioni. Confidando nella capacità di codesta Amministrazione di andare incontro ai bisogni dei cittadini, già colpiti pesantemente da imposte e tributi di ogni tipo e natura, si resta in attesa di un positivo riscontro che ci consenta di ritenere avviato un percorso verso una fiscalità locale più equa e sostenibile, si porgono i più deferenti ossequi”.

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